Articoli dal December 2007 ↓

Video su web, social network, mercati on line e blog: i trend

Con il 2007 agli sgoccioli, ecco alcune considerazioni al volo sui trend di Internet in Italia… con un’immagine presa da Google Trends:

Trend Internet in Italia

L’immagine rappresenta il trend dal 2004 delle ricerche su Google in Italia per le keyword: youtube, ebay, blog e facebook.

eBay è in crescita, e questo lo sapevamo. Quello di eBay è un mercato competitivo, ma molto interessante.

Dal 2007 ha fatto capolino Facebook: la gente ne vuole sapere di più di questa cosa dei social network.

Sono stupito che la keyword “blog” abbia un numero di ricerche tutto sommato ridotte, con una crescita comunque costante.

Ed infine un trend salta subito all’occhio: YouTube è in crescita fortissima. Gli Italiani hanno piacere a guardare video su YouTube. Vedremo se questo trend metterà in difficoltà la televisione tradizionale e quali nuovi modelli di business emergeranno.

Buon 2008!

Libri di Marketing: eccone uno abbastanza raro

Per chi fa marketing è importante avere informazioni aggiornate su cosa funziona e cosa non funziona. Per questo tanti marketer sono veri “divoratori” di libri, corsi ed informazioni sulla loro materia…

Se penso alle informazioni e ai libri di marketing dai quali attingo idee, mi vengono in mente 3 categorie:

  • blog, forum e newsletter; spesso aggiornati e spesso con informazioni gratuite
  • libri; in particolare penso siano utilissimi i classici del marketing
  • infoprodotti e “corsi speciali”; spesso molto più costosi e più specializzati.

A proposito di quest’ultima categoria, ti presento qui sotto un libro abbastanza raro. Se ricordo bene lo ho comprato 3 anni fa, per poco più di 300 dollari.

300 dollari per un solo libro? Ebbene sì: quando l’informazione è utile, il prezzo non è un problema. Personalmente ho acquistato infoprodotti molto più costosi, anche sopra i mille dollari.

Il libro in questione è “The 12 Month Millionaire”, di Vincent James. Trovi qui sotto la foto del libro:

Libro sul direct marketing

Sì, hai visto bene: un libro dal costo di più di 300 dollari è venduto stampato e rilegato alla buona, direttamente dall’autore.

Cosa è spiegato in questo libro?

Il libro spiega in che modo l’autore sia riuscito in meno di 2 anni a creare un’azienda di direct marketing dal fatturato vicino ai 100 milioni di dollari… e come abbia fatto poi a perdere tutto!

L’autore fornisce informazioni pratiche, tutte dettate dall’esperienza: come realizzava una campagna di direct marketing, le sue tecniche di copywriting (scrittura persuasiva), come faceva a gestire fornitori e dipendenti, in che modo riusciva ad aumentare il ROI delle sue campagne, etc etc

Uno dei concetti interessanti è che in una campagna di direct marketing, alcuni fattori “sussurrano”, altri “urlano”. Significa che alcune variabili, se opportunamente modificate, possono portare ad un incremento del ROI molto significativo. Mentre altre variabili, per qualsiasi miglioramento si possa apportare, portano ad aumenti del ROI abbastanza ridotti. Compito del marketer è concentrare la propria attenzione verso i fattori che “urlano”, in modo da gestire al meglio il proprio tempo ed ottimizzare la redditività della campagna.

Ecco una foto di una pagina del sommario del libro:

sommario libro marketing

Che io sappia, l’edizione integrale di questo libro non è più in commercio. Invece, trovi qui alcuni dei libri di marketing che consiglio e che sono ancora disponibili (anche su Amazon).

Previsioni web marketing per il 2008… vediamo se ci azzecco

L’ultimo giorno dell’anno si avvicina e mi appresto anch’io a scrivere qualche previsione sul web marketing nel 2008, con particolare riferimento alle campagne di web marketing che realizziamo per le PMI qui in Veneto.

Probabilmente tra un anno torneremo su questo articolo e vedremo se ci avevo azzeccato o no…

Aspetti sociali del web alla ribalta, ma il direct response marketing garantirà il ROI:
nel 2008 si parlerà molto di più degli aspetti sociali e culturali del marketing su Internet; tuttavia il ROI delle campagne sarà garantito dal solito direct response marketing su web (ad es.: campagne Adwords con landing page dedicata)

Più integrazione tra il processo di acquisizione dei contatti e quello di sviluppo commerciale:
quest’anno mi è capitato spesso di realizzare campagne di acquisizione contatti dove la campagna di web marketing finiva una volta acquisito il contatto. Per ottimizzare il ROI della campagna prevedo che nel prossimo anno sempre più campagne affronteranno anche gli aspetti di gestione e sviluppo del contatto commerciale

Il blog diventerà un elemento fondamentale di molte campagne:
per le sue caratteristiche, al blog verrà sempre più riconosciuta la capacità di far aumentare la conversion complessiva delle campagne ed aumentare la qualità dei contatti e dei clienti; di blog se ne vedranno sempre più.

Ok. A questo punto rivedremo a fine 2008 se ho indovinato…

PS: per un approfondimento leggi anche questo articolo di Matteo.

eBay: cosa è successo nel 2007

Ecco un’analisi di cosa ho visto accadere su eBay nel 2007, in modo da ricavarne indicazioni utili per il 2008.

Sotto un certo punto di vista, le considerazioni sono simili a quelle già viste per Adwords:

  • sono aumentati i concorrenti
  • sono aumentati i costi di acquisizione cliente
  • è bene creare un modello di business e di offerta che sfrutti al meglio il back end, cioè le vendite sul cliente già acquisito.

Su eBay abbiamo visto un aumento delle tariffe. Il mestiere di Powerseller è diventato più difficile. Mi ricordo due anni fa quando era facile individuare prodotti che potevi acquistare in Cina a 20 dollari, per rivenderli in Italia a 120 euro, con asta con partenza da 1 euro…

Adesso queste occasioni sono sempre meno frequenti, e durano sempre meno. Perchè è aumentata la concorrenza di qualità, anche qui nel mercato italiano.

Tuttavia, per chi è stato abile e ha avuto il modo di trovare le giuste contromisure, le occasioni per vendere con profitto ci sono sempre.

Ad esempio, molti Powerseller sono diventati più abili a:

  • sfruttare eBay come canale di acquisizione clienti e contatti, ma fare profitto anche nel back end
  • integrare on line ed off line: l’on line su eBay consente di fare volumi ma bassi margini, mentre le vendite off line consentono di fare margini elevati ma bassi volumi
  • allargarsi ad altri canali on line: Google (posizionamento naturale o Adwords) e altri mercati alternativi
  • ottimizzare il processo di servizio clienti, in modo da ridurre l’incidenza dei costi operativi sul fatturato.

Nel 2008 è facile prevedere che questi trend continueranno. Penso sarà importante anche un cambiamento di politiche da parte di eBay: per ora eBay ha aumentato le tariffe, a proprio vantaggio e mettendo a rischio il profitto dei venditori (alcuni Powerseller famosi hanno dovuto chiudere). Un miglior sistema di tariffe sarebbe certamente auspicabile.

Modelli di business web: cosa è successo nel 2007

Ecco alcune considerazioni sui modelli di business per il web che nel 2007 in Italia hanno fatto particolarmente bene. A volte inaspettatamente.

Il 2007 è stato l’anno in cui si è svegliato il mercato degli infoprodotti in Italia. Penso in particolare a quello che ha fatto il mio amico Italo: gli infoprodotti in Italia ci sono da un po’, ma l’approccio che ha portato Italo è stato una ventata di aria fresca; è facile prevedere che nel 2008 la situazione si evolverà ulteriormente.

I portali ed i network di blog continuano a ricevere valutazioni sorprendenti, anche in Italia: penso in particolare al caso Blogosfere, che trovi ottimamente commentato in questo articolo. Al di là del caso specifico, si vede come anche in Italia aumenti l’interesse per il “virtual real estate“. Ad inizio del 2007 risale l’acquisizione da parte di Dada di una quota di blogo. Dell’anno scorso un altro caso studio interessante è stato anche l’acquisto da parte di Murdoch di casa.it

I portali di acquisizione clienti e lead generation continuano ad andare bene: mi riferisco ad esempio ai portali turistici, o ai portali di lead generation nell’immobiliare, nei mutui, etc Ogni settore ha i suoi alti e bassi ma, dai risultati che vedo anche “dal vivo”, il modello di business del portale di acquisizione clienti e lead è un modello di business solido che può dare molte soddisfazioni. E probabilmente sarà così anche nel 2008.

Infobusiness, virtual real estate, portali di acquisizione clienti: dal punto di vista economico questi sono stati i 3 grandi temi che ho visto nel 2007.

Adwords: cosa è successo nel 2007

Con l’anno che si sta per chiudere, ti scrivo qui alcuni dei trend che ho visto accentuarsi nel 2007, in particolare per le campagne Adwords nel mercato italiano.

Sono aumentati i costi per click: questo è normale, e succede anno dopo anno. In alcuni mercati ho visto i costi per click raddoppiare, ed il numero di concorrenti quadruplicarsi. Alcuni mercati su Adwords che un anno fa erano facili facili, adesso sono diventati più difficili.

Il network di contenuto è diventato più facile da gestire: Google ha messo a nostra disposizione tutta una serie di funzionalità nuove per la gestione del network di contenuti. Per ridurre i costi per click senza perdere di qualità delle visite, è sempre più importante disegnare campagne efficaci nel content network.

Sempre più importante identificare le keyword più redditizie: mentre tempo fa si poteva gestire campagne con molte keyword ed avere un ROI comunque interessante, adesso sta diventando sempre più importante sapere esattamente quali sono le keyword più redditizie e dare loro priorità assoluta.

Il modello di business diventa più importante: tempo fa era possibile investire con tranquillità in Adwords e contare sul profitto ottenuto dalla prima transazione. Adesso che i costi per click aumentano, è importante avere un modello di business più solido, con un solido back end; in modo da poter contare per i profitti non tanto sulla prima transazione con il cliente, quanto su quelle successive. Per questo motivo diventano più importanti gli strumenti per il marketing relazionale.

Per approfondire il discorso sui modelli di business per il web, puoi leggere questo articolo.

Twitter, Tumblr, Facebook, etc… come mi sto trovando?

Se leggi spesso questo blog, saprai che utilizzo twitter, tumblr, facebook, del.icio.us e vari altri strumenti “web 2.0″…

Ecco alcuni dei pregi e difetti che ho trovato, almeno per l’utilizzo che ne faccio io.

Twitter: forse il più “contagioso”. Con twitter scrivi mini-articoli di max 140 caratteri, solitamente per scrivere cosa stai facendo in quel momento. Se lo usano anche i tuoi amici, a fine giornata puoi darci un’occhiata per sapere cosa hanno fatto. Utile anche come aggiunta ad un sito o ad un blog, per far capire al navigatore che dietro quel sito c’è davvero qualcuno, e dargli un’idea di quali attività segue.

Tumblr: come un blog, per certi versi più facile da usare. Comodissimo per pubblicare video, foto ed mp3. Ha la funzionalità di “reblogging”, per ripubblicare un articolo che ti è parso interessante. E, come twitter, ha la funzionalità di following, per seguire dal pannello di controllo i tumblr degli amici.

Facebook: forse il più famoso dei social network. Crei un tuo profilo registrandoti con una username e password, puoi trovare gli amici e comunicare, installare applicazioni, etc. Per ora questi servizi chiusi come Facebook e Linkedin sono quelli che mi sono risultati meno utili. Conosco comunque persone che con Facebook si divertono e riescono anche a guadagnarci e, nel caso di Linkedin, fare business development.

Del.icio.us: utile per memorizzare i tuoi bookmark e condividerli con gli amici. Per me è comoda la funzione subscription sugli argomenti di mio interesse, per scoprire novità su tematiche utili per l’aggiornamento professionale.

Quali i vantaggi e quali gli svantaggi?

Uno degli aspetti di questi strumenti “social” è che occorre una certa massa critica di utenti per trarne beneficio. Se ad esempio non hai amici su twitter o persone che ti interessa seguire, non ne otterrai molti benefici.

Uno degli altri aspetti è la dispersività. Strumenti del genere sono utili per tenere le relazioni con un ampio numero di persone, ma è meglio concentrarne l’utilizzo in momenti specifici della giornata. In modo da evitare le continue interruzioni che possono ridurre la produttività personale.

Terzo aspetto: non sempre con questi strumenti sociali hai il vantaggio di creare un “virtual real estate” che controlli e puoi riutilizzare; mi spiego: quando scrivi in un blog tuo, sai che le pagine verranno indicizzate su Google, e che ne hai il pieno controllo. Queste pagine indicizzate potranno tornarti utili per farti trovare da potenziali clienti, per segnalarle ai clienti che hanno una domanda alla quale hai già risposto nel blog, etc etc

Con Facebook, ad esempio, non hai lo stesso controllo sui contenuti che hai su un blog o su in sito, perchè non sono presenti in un tuo server; in più, per come sono strutturati ora, i contenuti presenti su Facebook sono molto più difficili da riutilizzare. In più, sei in balia delle regole di chi ospita questi contenuti.

Ad ogni modo, uno dei trend più interessanti degli ultimi anni è che il web sta diventando sempre più uno “spazio sociale”: dove conta la reputazione, dove hai il vantaggio di attingere ai giudizi di molte persone differenti e dove è sempre più facile condividere idee ed esperienze.

Probabilmente mai come adesso è stato possibile gestire le relazioni con una molteplicità di persone lontane geograficamente.

Ecco alcune possibili indicazioni per utilizzare al meglio queste cose, nell’ipotesi tu voglia crearti una presenza su web pensata per durare, e facilitarti la relazione con numerosi contatti…

Social network: siti sui quali hai poco controllo (come Facebook) ma che hanno molti utenti, possono esserti utili per conoscere persone nuove ed iniziare nuovi contatti (per divertimento o per business). Ma poichè sono siti sui quali non hai controllo, non investirai molto tempo per arricchirli di contenuti.

Il tuo blog: questo è il “virtual real estate” al quale presterai maggiore attenzione. Perchè il blog è tuo e lo controlli come vuoi: è bene che i contatti che conosci per altri canali (come i social network) vengano a sapere che hai un blog. A mio modo di vedere, il blog è lo strumento principale.

Applicazioni social per il blog: uno strumento come twitter lo puoi incorporare al tuo blog. Lo stesso dicasi per del.icio.us, flickr, etc Questi strumenti hanno molti elementi social, e quindi in qualche modo ti danno i benefici dei social network, ma dandoti maggior controllo e la possibilità di incorporarli in uno spazio tuo (il blog). Anche questi sono utili e meritano una certa considerazione: a mio parere più di quanta dare a quei social network che adesso risultano “chiusi”.

PS: trovi altre mie considerazioni su twitter in questo articolo.

Buone Feste!

Anche nel periodo di feste, cercherò di farti trovare almeno un articolo nuovo ogni giorno. Molti degli articoli sono già “caricati e programmati” su Wordpress, pronti ad essere pubblicati nei prossimi giorni.

Buone Feste ancora!

Temi dalla fiction, per il marketing

Approfittando del periodo natalizio, sto leggendo qualche libro di fiction.

A tal proposito, mi è tornato in mente un consiglio che avevo sentito tempo fa: dopo aver letto un libro di fiction o aver visto un film, uno degli aspetti più interessanti per chi fa marketing è pensare a quali elementi hanno reso interessanti i personaggi della storia: pregi, difetti, l’evoluzione dei personaggi nel corso della narrazione, le situazioni in cui si sono trovati.

Da queste riflessioni è possibile trarne idee interessanti sia per scrivere pezzi di copywriting efficace che per disegnare le strategie per un blog o per un lancio prodotto.

Come acquisire visibilità in Internet: i programmi di affiliazione

Concludiamo con questo articolo la serie dedicata ai metodi per acquisire visibilità su Internet, e alle loro implicazioni dal punto di vista dell’offerta e del modello organizzativo dell’azienda.

Precedentemente abbiamo analizzato la pubblicità on line, il posizionamento naturale, i canali come eBay ed infine la visibilità su blog e siti di settore.

Vediamo ora…

…i programmi di affiliazione.

Premessa: con i programmi di affiliazione il venditore fornisce ai suoi affiliati un link particolare per promuovere i propri prodotti. Se il visitatore, inviato dall’affiliato al sito del venditore, effettua un acquisto, l’affiliato riceve dal venditore una commissione.

Questo tipo di meccanismo è stato reso popolare da Amazon.

Quando un programma di affiliazione ha successo?

Un programma di affiliazione ha successo quando si offre un prodotto che il cliente desidera, ed il meccanismo di offerta consente sia all’affiliato che al venditore di ricavare un profitto. Prodotti con margini ridotti si prestano poco ad essere proposti tramite i programmi di affiliazione. Allo stesso modo, non sperare di vendere tramite un programma di affiliazione il prodotto che tramite il tuo sito e-commerce non sei mai riuscito a vendere: perderesti tempo tu e faresti perdere tempo all’affiliato.

Se l’affiliato ha una nutrita mailing list di iscritti che lo legge volentieri, la campagna può avere risultati rapidi ed economicamente rilevanti. Questa tipologia di affiliati è molto preziosa, e spesso occorre molto lavoro per garantirsi il loro appoggio.

Se riesci a garantirti l’appoggio degli affiliati giusti, puoi lanciare campagne molto strutturate, in modo da ottimizzare la redditività sia per te che per l’affiliato.

Campagne di questo tipo si prestano bene anche in occasione del lancio di un nuovo prodotto.

Con questo articolo si conclude la serie relativa alla visibilità su Internet e alle implicazioni sul modello di business. Abbiamo visto insieme in che modo modalità di visibilità differenti si prestano ad offerte e capacità operative e finanziarie differenti da parte dell’azienda.

Per capire da quale tipo di visibilità partire, dovresti fare prima una valutazione del tuo mercato, del tuo modello di offerta e dei tuoi punti di forza. Per non commettere errori, puoi utilizzare un approccio graduale, come suggerito in questo articolo.