Articoli categorizzati come 'copywriting' ↓

Il desiderio di soddisfazione e di identificazione

Compito del marketer è fare leva sui desideri che già esistono nelle persone e veicolarli verso un prodotto o servizio. Per facilitarne la vendita.

In particolare ci sono due tipi di desideri sui quali fare leva: il desiderio di soddisfazione ed il desiderio di identificazione.

Il desiderio di soddisfazione di una voglia o necessità viene in qualche modo risolto dalle funzionalità del prodotto. Ad esempio… un’aspirapolvere silenzioso, o un’auto che consuma poco.

Il desiderio di identificazione non riguarda la soluzione di un problema o la soddisfazione di una necessità pratica.

Riguarda invece l’autoespressione. Cioè la voglia del cliente di esprimere e convalidare il proprio ruolo nel mondo. Magari associandoci emozioni positive.

Vediamo qualche esempio al volo, con idee che puoi usare da subito nel tuo sito o nel tuo blog…

Ciò di cui ci siamo accorti è che i nostri clienti desideravano un aspirapolvere potente e silenzioso. Molto silenzioso.

Ci siamo dati da fare, dando indicazioni precise al nostro team del centro ricerca e sviluppo. E alla fine ne è uscito XYZ, il primo aspirapolvere supersilenzioso perchè il motore è assemblato con …, di cui abbiamo brevettato la soluzione.

Abbiamo messo alla prova il nostro XYZ contro gli aspirapolvere della concorrenza. Il risultato è che… etc etc

Come vedi, nell’esempio sopra abbiamo spiegato come il prodotto soddisfa il desiderio pratico di silenziosità. Nel testo accenneremo anche al meccanismo concreto che permette al prodotto di essere più silenzioso.

Spiegare al cliente il meccanismo attraverso il quale il prodotto soddisfa le performance pubblicizzate aumenta la credibilità delle proprie affermazioni.

Vediamo ora, improvvisato qui al momento, un esempio di autoespressione…

Il nostro corso di gestione del tempo per manager ed imprenditori non è adatto a tutti. Le sue tecniche sono state pensate espressamente per dirigenti di grandi aziende, che hanno compiti e responsabilità superiori rispetto al dirigente medio.

Tra i nostri clienti abbiamo avuto XYZ, ZYX ed anche il noto politico YZX. Tutte persone che si trovano ad affrontare ogni giorno decisioni gravose, che hanno bisogno di una chiarezza di pensiero sempre ai massimi livelli, e che non possono permettersi di sbagliare.

Come vedi, il testo non mette in evidenza le caratteristiche specifiche del servizio venduto. Esprime invece il valore di chi utilizza il servizio, dando importanza al cliente e solleticandone l’orgoglio.

Nota: questi 2 concetti non me li sono inventati io. Ne parla il grande marketer Gene Schwartz nel libro Breakthrough Advertising, del 1966. In Italia sono pochissimi i marketer che hanno letto Breakthrough Advertising. Meglio così: concorrenza in meno.

Schwartz spiega che dal 1890 fino al 1954 i marketer hanno concentrato la propria attenzione sul desiderio di soddisfazione. Claude Hopkins è stato uno dei grandi esponenti di questa era.

In seguito i marketer hanno spostato la propria attenzione anche sul desiderio di identificazione.

PS: anch’io mi diverto ad utilizzare queste tecniche – a volte un po’ di nascosto – in questo stesso blog.

In questo articolo e in alcuni degli articoli di questa settimana abbiamo spesso visto insieme come giocare sull’immagine che il cliente ha di sè. Se vuoi leggere un pezzo in cui ho utilizzato queste tecniche in modo nascosto (ma anche un po’ di fretta), leggi questo articolo. Vediamo se scopri il trucco!

Andare controcorrente può farti vendere di più?

Ieri avevamo accennato a come essere controversi può aiutarti a far parlare del tuo prodotto.

Oggi approfondiamo insieme l’argomento…

la controversia può aiutarti a vendere di più?

Una prima considerazione… la controversia attira l’attenzione, questo è sicuro. Ma non sempre una maggior attenzione aiuta le vendite.

Il secondo elemento importante è che l’elemento controverso deve esprimere anche un’emozione o una frustrazione che il mercato ha, ma che…

…non ha ancora espresso pienamente!

Se riesci a posizionare il tuo prodotto come soluzione di questa emozione o frustrazione inespressa – e questo è il terzo elemento importante – allora hai maggiori probabilità di vendere.

Vediamo qualche esempio, che come al solito scrivo al momento…

Immagina di vendere servizi di web marketing. Come sai, uno dei vantaggi del web marketing è che puoi fare in modo che siano i clienti a venire da te, e non tu a dover rincorrere loro.

Pensa ora ad un’ipotetica azienda i cui commerciali hanno sempre fatto telemarketing, cioè “telefonate a freddo”, ad aziende che non conoscevano, per cercare di acquisire clienti.

Il telemarketing in quell’azienda è la prassi consolidata per acquisire clienti. Ed è la prassi consolidata non solo di quell’azienda, ma anche di tutti i suoi concorrenti più importanti: è la prassi dell’intero settore.

Dentro di loro, alcuni dei commerciali dell’azienda sono stanchi di fare chiamate a freddo. Anno dopo anno vedono che come tecnica funziona sempre meno. C’è quindi una frustrazione inespressa.

Pensa come reagirebbero le persone nell’azienda se vedessero un video (ad esempio, presso una pagina web) con un dibattito tra due persone. La prima persona è un esponente, conosciuto, del settore in cui si trova l’azienda. La seconda persona sei tu.

Nel dibattito, tu spieghi – casi studio alla mano – come le chiamate a freddo stiano diventando sempre meno efficaci nel mercato dell’azienda. E come alcuni operatori, con ottimi risultati, stiano utilizzando un approccio differente. Basato sul web marketing.

Il tuo interlocutore, abituato a fare le cose sempre nello stesso modo, sostiene – in modo molto acceso ed attaccandoti aspramente – che i tuoi dati potrebbero essere sbagliati o inventati. E che se le cose si sono fatte sempre così, un motivo c’è.

Il video finisce dopo pochi minuti, senza lasciare tempo di approfondire l’argomento.

All’inizio le persone che guardano il video sono dalla parte dell’esponente del loro settore. Ma dopo un po’ qualcuno di loro comincia a pensare… e se avessi ragione tu?

Gli elementi in questo caso sono stati 3:

  1. una informazione controversa per il pubblico, con un dibattito acceso capace di attirare l’attenzione
  2. l’elemento di controversia in qualche modo risponde ad una frustrazione inespressa del mercato
  3. il tuo servizio si pone come soluzione a questa frustrazione inespressa.

In una situazione del genere, è probabile che parte del mercato ti contatti. Utilizzando un approccio simile, puoi aggiungere la controversia al tuo bagaglio di tecniche di marketer e copywriter.

Per altre idee di copywriting, puoi leggere questo articolo con 2 tecniche di scrittura persuasiva.

Conviene cercare di cambiare le convinzioni di una persona?

C’è un modo pericoloso di affrontare il marketing. Ed è quando ci si mette in testa di voler vendere a tutti i costi un prodotto, anche quando il mercato non lo vuole.

Ne avevamo parlato in questo articolo su come vendere un nuovo prodotto, e su questo relativo alle sfide nel marketing.

Il mercato solitamente ha un certo insieme di idee e cose in cui crede. Queste idee possono essere giuste o sbagliate, intelligenti o stupide, superficiali o profonde.

A noi che facciamo marketing non spetta più di tanto giudicare se ciò in cui la gente crede sia giusto o no. Il nostro obiettivo è vendere, non cambiare il mondo. E per vendere, è più facile cavalcare ciò a cui le persone credono.

Quando sto per creare una campagna di web marketing, una delle prime cose che controllo è quali sono le convinzioni del mercato sul prodotto. Molto spesso quelle convinzioni saranno la base su cui costruire la campagna.

Certo, a volte essere un po’ controversi aiuta perchè attira l’attenzione e fa parlare di te e dei tuoi prodotti. Però la controversia quando è utile fa parte di una strategia di marketing più ampia.

Il primo passo da cui partire sono le convinzioni che il mercato ha in quel momento. In che modo puoi presentare il tuo prodotto in modo da appoggiarsi alle convinzioni del mercato?

PS: se desideri trasferire una certa idea o impressione nel lettore, puoi utilizzare la comunicazione implicita. Per alcuni consigli pratici al riguardo, puoi leggere questo articolo.

Come fidelizzare i clienti: l’immagine di sè

Ogni persona ha una certa immagine di se stessa.

Eccoti qualche esempio, scritto al momento:

Mario si sente un po’ sportivo ed un po’ avventuriero. Gli piace mettersi alla prova, magari anche in situazioni un po’ pericolose. Questo lo fa sentire vivo, e fa aumentare la stima che ha di sè. Veste in modo appariscente, frequenta locali alla moda.

Bruno si sente preso in giro dalla società. Appena lo incontri, ti racconta l’ultima disavventura che gli è capitata. Spesso è arrabbiato con loro, ed ha sempre un commento personale sugli ultimi fatti di cronaca. Dopo un po’ che ci parli, scopri che trova una certa soddisfazione nel sentirsi arrabbiato col mondo.

Chiara ha tre bambini piccoli. Si occupa tutto il giorno di faccende domestiche, e sembra dedicare poco tempo a se stessa. Occuparsi degli altri la fa sentire importante.

Ogni persona tende quindi a farsi una certa immagine di se stessa. E, in molti casi, alcuni elementi di questa immagine (positivi o negativi che siano) aiutano le persone a provare emozioni piacevoli. Anche chi è arrabbiato col mondo trova un certo piacere nel sentirsi solo contro tutti.

Ipotizziamo che tu abbia un prodotto da vendere. Le emozioni associate al tuo prodotto, in che modo interagiscono con l’immagine che ogni persona ha di sè?

Che immagine di sè ha il tuo cliente ideale? e anche… quale immagine di sè vorrebbe avere il tuo cliente? in che modo il tuo prodotto rafforza questa immagine e le emozioni ad essa associate?

Se riesci a far diventare il tuo prodotto parte integrante dell’immagine che una persona ha di se stessa, hai elevate probabilità di fidelizzare il cliente ed ottenere acquisti più frequenti.

Per tornare agli esempi visti prima….

Se vendi un certo tipo di auto sportiva o di moto, in che modo può essere adatta a chi si sente un po’ avventuriero?

Se vendi un certo tipo di musica, quale tipo di prodotto può essere adatto a chi si sente arrabbiato col mondo?

Se vendi un certo tipo di detersivo, in che modo puoi soddisfare le emozioni di chi ama sentirsi importante per la famiglia?

Di una tecnica simile avevamo già parlato riguardo come creare entusiasmo per il tuo prodotto.

Per altre idee, puoi leggere questo articolo sulla fidelizzazione dei clienti attraverso la personalità.

Il venditore ricalcitrante

Oggi voglio ancora scriverti di Gary Halbert.

Su di lui ho sentito raccontare questa storia, che ti interesserà soprattutto se sei un consulente o se vendi prodotti di lusso…

Provo a ricordarmela alla buona, come la avevo sentita:

Halbert aveva organizzato un seminario di marketing (venduto a 7mila dollari!). Al seminario arriva in ritardo, vestito in ciabatte da spiaggia, maglietta e cappellino.

Nel cappellino c’era una scritta… “i clienti fanno schifo”!

Inizia a parlare e dice:

Sapete perchè faccio questo seminario? perchè non voglio più fare consulenze marketing.

Mi sono stufato, troppa fatica e troppi fastidi. E quindi in questo seminario cercherò di insegnarvi tutto quello che so, così che non abbiate più bisogno di me.

Quindi… se avete un’idea per un nuovo prodotto, non chiedetemi come venderlo. Oggi imparerete come fare.

Se avete bisogno di una campagna marketing, state bene attenti a quello che dirò così potrete farvela da soli. E soprattutto non chiedete a me di farla per voi.

Non seguitemi nelle pause, neppure se pensate di avere un’idea milionaria… tanto ho deciso di smettere e non mi interessa più.

Più continuava, e più la gente desiderava dimostrargli di meritarsi la sua consulenza marketing! (nota: il pubblico era comunque un pubblico di suoi estimatori).

Questa tecnica di vendita la potremmo chiamare del “venditore ricalcitrante”. Non è facile da realizzare, ed è anche un po’ pericolosa perchè non tutto il pubblico la gradisce (Halbert stesso era osannato o odiato, senza vie di mezzo).

Ma uno dei vantaggi di questa tecnica è che ti permette di ottenere margini più alti e meno problemi di gestione del cliente (perchè il cliente apprezza di più il tuo servizio, diventa meno rigido e meno sensibile al prezzo).

Chi altri usa qualcosa di simile?

Pensando a qualche variante di questa tecnica, pensa a quei prodotti – ad esempio, certe automobili sportive – per le quali devi prenotarti parecchi mesi prima per averne una!

Oppure quei locali (me ne viene in mente uno qui a Venezia…) che tengono le porte chiuse facendo creare coda all’ingresso del locale (anche se magari dentro ci sono solo quattro gatti!)

Per altri spunti sul tema, ecco qualche altra idea per non competere sul prezzo.

Scrivere per vendere: Gary Halbert

Uno dei più grandi direct marketer e copywriter recenti è stato Gary Halbert.

Del genio di Halbert ho parlato varie volte in questo blog, ad esempio in questo articolo. Gary Halbert è scomparso un anno (e un giorno) fa.

Mi piace parlare di Gary Halbert. Da lui possiamo imparare ancora moltissimo, per rendere le nostre campagne marketing più efficaci e redditizie.

Oggi voglio tradurti al volo una delle lettere di maggior successo scritte da Gary Halbert, la celeberrima (tra i direct marketer…) “Coat of Arms”!

A quel tempo, Halbert aveva un’azienda che vendeva oggetti araldici attraverso il direct marketing.

Per individuare i possibili clienti migliori e portarli al primo acquisto, inviava la lettera che segue, personalizzata per cognome:

Caro signor Verdi,

lo sapeva che il suo cognome è stato registrato negli archivi con il proprio simbolo araldico, più di settecento anni fa?

Mio marito e io abbiamo scoperto la cosa facendo alcune ricerche per dei nostri amici che hanno il suo stesso cognome.

Abbiamo chiesto ad un artista di riprodurre il simbolo araldico esattamente come descritto negli antichi cartigli. Questo disegno, insieme ad altre informazioni riguardo il suo cognome, è stato stampato in un apposito documento di una pagina.

La seconda metà del documento riporta la storia dell’antica e rinomata famiglia Verdi. Spiega cosa significa il cognome, la sua origine, il motto familiare, il suo ruolo nella storia e le personalità famose.

La prima metà del documento presenta una larga e splendida riproduzione d’artista del più antico simbolo araldico per la famiglia Verdi.

Questo intero documento è autenticato e stampato per essere incorniciato.

Il documento è stato talmente apprezzato dai nostri amici che ne abbiamo stampate alcune copie in più, in modo da condividerne le informazioni con altre persone dello stesso cognome.

Incorniciati, questi documenti diventano una decorazione importante per la sua casa e diventano regali preziosi per i suoi parenti.

Facciamo notare che non abbiamo tracciato l’intero albero genealogico, ma abbiamo cercato parecchi secoli indietro per trovare i primi illustri rappresentanti della famiglia Verdi.

Tutto quello che chiediamo è un piccolo rimborso per coprire le spese di stampa e spedizione postale. Se è interessato, ci faccia sapere in fretta, perchè non abbiamo grandi scorte.

La lettera si conclude con i saluti e le indicazioni su come ordinare.

Potente, vero? Tieni conto che questa lettera è stata inviata (a milioni e milioni di persone!) in un periodo in cui non era la norma inviare lettere personalizzate per nome.

Nota come Halbert solletichi l’ego del cliente… come gli faccia pregustare il risultato di avere il prodotto in casa… come inviti all’acquisto di più pezzi… e come metta una certa fretta, indicando che di copie ne ha poche.

Come da mia abitudine, alla fine dell’articolo dovrei mettere il link ad un altro articolo di questo blog. Stavolta cambio… se sai leggere l’inglese e ti interessi di marketing, ti suggerisco caldamente di leggere le newsletter di Gary Halbert.

Il sito che le contiene è un po’ vecchiotto (e con qualche errore di codice!) ma troverai idee, consigli e tecniche di marketing che nessun altro sito potrà darti. Visita questo link.

Leggi soprattutto le prime newsletter (quelle più in basso nella pagina). Come esempio leggi questa oppure questa per vedere in che modo (più o meno nascosto!) Halbert sapesse vendersi come marketer.

Superare le obiezioni

Se stai per lanciare una campagna di web marketing per proporre un tuo prodotto o servizio, uno degli aspetti di cui tener conto è come superare le possibili obiezioni.

In particolare, ci sono 3 obiezioni frequenti:

  • il prodotto è troppo difficile da usare
  • il prodotto non porta nessun beneficio che ne renda attraente l’acquisto
  • il prezzo è troppo alto.

A queste 3 possibili obiezioni puoi dar risposta nella tua landing page.

Alcuni possibili suggerimenti:

  • meglio rispondere alle obiezioni prima che il navigatore se le crei
  • meglio rispondere alle obiezioni utilizzando la comunicazione implicita.

Per quanto riguarda come rispondere alle possibili obiezioni sul prezzo, trovi alcune idee in questo articolo.

Come vendere a prezzi più elevati: un esempio

Quando mi succede di andare in un locale (ristorante, club, bar…) che vende a prezzi decisamente più alti rispetto alla media, sono sempre incuriosito di capire come vendono.

Ad esempio mi succede di chiedermi: in che modo riescono a comunicare e giustificare il prezzo elevato? quali tipologie di clienti ci sono e cosa staranno pensando?

Alcune cose sono più facili da individuare: l’ambientazione, la qualità del servizio, una certa cerimonialità…

Il cliente, poi, frequenta il locale sia per aspetti pratici (ad esempio, la qualità del cibo) ma anche per aspetti emozionali (il frequentare un certo locale come espressione di un certo status).

C’è poi un altro aspetto che tende a sfuggire, e questo è utile per prendere spunti di copywriting… che tipo di storie ci sono riguardo il locale? cosa racconta il direttore del locale quando parla con i clienti?

Un locale di lusso non è adatto alla vendita esplicita… invece si presta molto di più alla vendita implicita.

Ad esempio, per quanto riguarda i locali, ho notato tre tipi di storie:

1) i clienti famosi

Ad esempio:

Stasera mangia qui [...nome personaggio famoso...]. Pensa: ha portato con sè 7 guardie del corpo!

Il fatto che un personaggio famoso venga a cenare nel ristorante è di pregio per il locale e, in un certo senso, anche per gli altri avventori.

Nota che la storia non è: “Stasera mangia qui …; siamo molto orgogliosi…”; invece è più efficace incentrare l’attenzione su un particolare curioso associato alla visita (ad esempio… “ha 7 guardie del corpo”, “hanno bevuto 2mila euro di champagne…”).

In questo modo il messaggio risulta meno forzoso e più elegante e tende a far parlare di più.

In più, concentrare l’attenzione anche su un particolare curioso crea passaparola: perchè dai ai clienti qualcosa di interessante da raccontare quando usciranno dal locale e vedranno altri amici e conoscenti.

2) storie sui prodotti

La storia degli ingredienti o di quale processo laborioso si utilizzi per preparare un certo piatto comunica la qualità del servizio fornito.

3) racconti di precedenti feste ed eventi

Raccontare con piacere una festa o un evento di successo avvenuta qualche settimana prima è utile per comunicare valore.

Questo tipo di storia diventa più efficace se il cliente al quale si parla ne ha fatto parte, e se è in programma un evento simile in futuro.

Queste stesse tecniche ed idee possono essere utilizzate anche per i blog aziendali. Qui trovi alcuni esempi.

Tecniche di Marketing: imparare dal passato

Se leggi da qualche tempo questo blog, sai bene quanto consideri importante la lettura degli esperti di marketing del passato.

Un testo che considero significativo è Scientific Advertising di Claude Hopkins, del 1923.

Oggi ti traduco alla buona un piccolo estratto dal primo capitolo:

Ormai è giunto il tempo in cui la pubblicità, in alcuni mani esperte, ha raggiunto lo stato di scienza. Si basa su principi ben fissati e ragionevolmente esatti. Le cause e gli effetti sono stati analizzati finchè sono stati ben capiti. I corretti metodi e procedure sono state provate e stabilite. Conosciamo ciò che è più efficace, e agiamo in base a leggi fondamentali. …

L’attuale stato di evoluzione della pubblicità è dovuto a vari motivi. Le grandi campagne pubblicitarie sono gestite da organizzazioni chiamate agenzie pubblicitarie. Alcune di queste agenzie, in centinaia di campagne, hanno testato e confrontato tra loro migliaia di piani ed idee. I risultati sono stati osservati e registrati, e così nessuna lezione è stata persa. …

Gli individui vanno e vengono, ma lasciano dietro di sè le proprie idee ed il proprio repertorio di tecniche. Queste diventano parte degli strumenti delle agenzie, ed una guida per tutti da seguire. E così, nel corso di decenni, le agenzie sono diventate depositarie di esperienza, principi e metodi dimostrati.

Pensa: frasi del genere sono state scritte nel 1923. In quegli anni persone come Claude Hopkins, grazie al meccanismo dei coupon, registravano il successo di ogni campagna e capivano cosa funzionava e come migliorarla.

Poi, con l’arrivo della TV, in parte questo approccio si è perso.

Oggigiorno la maggior parte delle campagne sembra più basarsi sulla creatività del singolo, anzichè al riferimento di un patrimonio di tecniche testate e consolidate.

Il web ci dà l’opportunità di tornare in qualche modo alla “disciplina” dei marketer del passato, e poter monitorare ogni click, ogni acquisto, ogni risultato.

Se segui ciò che accade nel web marketing, saprai come emergono in continuazione metodologie nuove e specifiche, con una continua evoluzione di strategie ed idee, basate su dati concreti. Un fenomeno molto affascinante, che penso valga la pena di essere seguito.

Eccoti un esempio di esito da split test. Oppure anche questo, particolarmente interessante.

Creare entusiasmo per il tuo prodotto

Oggi ti racconto una tecnica di copywriting che può tornarti utile per creare entusiasmo per il tuo prodotto o servizio.

Premessa: ogni persona ha una certa immagine di sè. L’immagine che una persona ha di sè in qualche modo contribuisce a come uno si sente.

Se il tuo prodotto, oltre ai benefici pratici, riesce anche a trasformare in meglio l’immagine che il tuo cliente ha di stesso, allora hai l’opportunità di rendere il tuo cliente entusiasta e felice di ciò che offri. Disposto anche a pagare qualcosa in più.

Ti faccio un esempio… un paio di jeans è un paio di jeans. Tuttavia se a quel prodotto riesci ad associare una certa immagine, un certo stile di vita in cui la persona possa immedesimarsi e compiacersi, allora aiuti il cliente a farsi un’immagine di sè che lo fa sentir meglio…

Avere una certa auto, frequentare un certo ristorante, utilizzare un certo tipo di cellulare… quanti esempi vengono in mente in cui il prodotto serve anche ad esprimere ciò che una persona è o vorrebbe essere, e a rafforzare dentro di sè una certa immagine di come uno si vede.

Alcuni marchi, anche grazie all’investimento di anni e anni di pubblicità, sono riusciti ad essere associati ad un certo stile di vita, ad un certo modo di essere.

C’è però una brutta notizia: spesso, nelle campagne di marketing, non ti trovi ad avere il vantaggio di un marchio noto. Magari stai per lanciare il prodotto di un’azienda nuova, senza una storia alle spalle e senza investimenti decennali per associare il proprio marchio ad un certo modo di essere e di sentirsi.

Come fare allora?

Eccoti una possibile idea. Puoi usare un blog.

Puoi cioè creare un blog per il tuo prodotto. Dove ogni messaggio sottointenda anche lo stile di vita ed il modo di essere associato. Per maggior chiarezza, puoi usare anche elementi multimediali a supporto.

Ad esempio… Hai un prodotto che presenta il messaggio di vivere in modo salutare, all’aria aperta? presenta degli articoli congruenti con questa immagine.

In più, anche la personalità di chi scrive può essere in qualche modo associata al messaggio base.

Quando il tuo lettore entrerà nel blog ed inizierà a leggere articolo dopo articolo, troverà un tema sottointeso, che esprime un certo modo di sentirsi e di farsi vedere dal mondo. Collegato all’uso del tuo prodotto.

Nota che il riferimento è bene sia implicito.

Il cliente deve fare da solo l’abbinamento “tuo prodotto = un certo modo di essere”. Se sei tu che scrivi esplicitamente il concetto, il messaggio perde di credibilità.

Si tratta di una tecnica facile da utilizzare? No. Perchè non sempre si riesce a trovare la giusta intuizione che aiuta il cliente a crearsi un’immagine più piacevole di se stesso.

Però, quando riesci a trovare l’idea giusta, puoi promuovere il tuo prodotto o servizio in modo efficace, creando entusiasmo ed aumentando il valore percepito. E quindi, volendo, anche il prezzo.

In questo articolo del blog di Giulio trovi altre tecniche ed idee per aumentare il valore percepito e quindi il prezzo di vendita.