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Prima la lead generation o prima l’email marketing?

Nell’articolo della settimana scorsa ti avevo raccontato alcune strategie che stavo mettendo a confronto.

Le strategie in questione riguardavano l’uso di blog + email sui contatti acquisiti.

Tra i commenti all’articolo, tornava una questione di fondo: vale la pena mettere in pratica questa complessa strategia, che prevede di inviare email ai contatti acquisiti, e magari anche preparare appositi articoli nel blog?

La mia risposta, in molti casi è… meglio dare priorità alla lead generation, cioè alla generazione di contatti commerciali.

Come prima cosa acquisisci contatti da potenziali clienti interessati. E solo dopo (se hai voglia ed opportunità) dedicati a creare campagne blog + email su questi.

Un caso in cui sia meglio dare priorità ad email + blog? conviene dare priorità ad email (+ eventuale supporto blog) nel caso in cui tu abbia già una lista numerosa di prospect: prospect che già ti conoscono e che si sono registrati alla tua newsletter.

In mancanza di una lista numerosa, meglio partire dalle fondamenta, cioè dall’acquisizione dei contatti.

Ora ti faccio vedere una cosa…

Con Giulio, stiamo per lanciare un nuovo corso multimediale online, dedicato all’acquisire clienti.

La metodologia che stiamo per proporre si chiamerà Acquisizione Clienti Rapida.

A tale proposito, siamo partiti dalle metodologie che tanti clienti dei nostri corsi avevano già acquistato e applicato in passato (Acquisizione Clienti Vincente, Internet Business Vincente, etc) e la abbiamo ulteriormente velocizzata.

Il problema che ci siamo posti infatti è… “ok, abbiamo visto che la metodologia piace, i clienti la applicano e sono soddisfatti perché ottengono risultati concreti. Tuttavia, tra una cosa e l’altra, a volte passa un mese da quando comprano il corso a quando mettono effettivamente in pratica la metodologia e realizzano il proprio sistema di acquisizione clienti. Come potremmo rendere ancora più semplice e veloce la cosa?”

L’obiettivo quindi è diventato… creare una metodologia per realizzare una campagna di acquisizione clienti in meno di 3 ore. E da questo obiettivo è nato appunto ACR.

Un sistema che ti permetta di creare in meno di 3 ore la tua campagna di acquisizione clienti.

Proprio oggi sta per iniziare l’invio del materiale informativo prima della messa in vendita del prodotto… ti consiglio di darci un’occhiata, anche per la documentazione interessante e gratuita che troverai. La pagina per accedere al materiale è questa, della quale ti mostro anche la videata:

pagina acchiappanomi

Abbiamo pensato questa metodologia come introduzione agli altri nostri sistemi e corsi multimediali online. Con lo scopo di dare qualcosa facile da implementare e che porti risultati rapidamente.

A questo prodotto ne seguiranno altri, pensati per chi ha già creato un proprio sistema di acquisizione clienti online (magari seguendo qualcuna delle nostre metodologie), e ora desidera migliorare ulteriormente l’efficacia ed il ritorno economico.

A presto per altri aggiornamenti.

Blog + email… 3 strategie

Oggi ti mostro i risultati di alcuni piccoli test che sto facendo… un test per trovare il giusto mix tra risultati (ovviamente in termini economici!) e sforzo per ottenerli.

L’argomento è quello del marketing relazionale. Utilizzando congiuntamente blog ed email.

Parliamo prima di email. Sostanzialmente hai 2 meccanismi base nell’email marketing…

…broadcast o autoresponder.

Broadcast è quando invii un’email alla tua lista. Il broadcast in genere sfrutta contenuti freschi: aggiornamenti e novità.

Ad esempio, potresti comunicare via broadcast le tue nuove offerte. Oppure potresti segnalare la tua ultima riflessione su un particolare argomento.

Viceversa, la sequenza autoresponder è una sequenza scritta tempo prima.

Con l’autoresponder, quando una persona si iscrive alla tua lista, inizia a ricevere una serie di email automatizzate.

L’automatismo riguarda l’intervallo nel quale le riceve (ad esempio: il giorno in cui si è iscritto riceve l’email 1. Il giorno dopo riceve l’email 2. Quattro giorni dopo riceve l’email 3. Quattro giorni dopo ancora riceve l’email 4. E così via…)

In più, l’automatismo riguarda anche la personalizzazione dell’email. Ad esempio, lo saluti personalizzando l’email con il suo nome.

In genere, sia per i broadcast che per gli autoresponder, io personalmente uso servizi come Aweber.com o Getresponse.com.

Eccoti una videata di un articolo, dal mio pannello autoresponder su Aweber:

autoresponder

Parliamo adesso di blog.

Nei blog puoi avere 2 tipologie di articoli…

…articoli pianificati

o articoli freschi.

Anche in questo caso, gli articoli pianificati sono stati magari scritti settimane prima.

Gli articoli freschi invece sono quelli che scrivi e pubblichi al momento, magari sull’onda delle ultimissime novità.

Ehi, so già cosa alcuni staranno pensando… che sarebbe troppo difficile scrivere articoli nel blog settimane prima, e programmarne la pubblicazione nel tempo.

Beh, il trucco è usare contenuti sempreverdi. Ti faccio un esempio… in questo blog, la maggior parte degli articoli che vedi pubblicati da fine aprile 2009 ad inizio giugno erano preprogrammati.

Mi sono messo una domenica sera, e nel giro di un’ora e 1/2 li avevo scritti tutti… e programmati per uscire nel corso di quasi 2 mesi.

Gli stessi articoli, leggermente modificati, li avevo aggiunti anche alla mia sequenza autoresponder. Tanto per far rendere in più modi il lavoro svolto!

Ok, fatte queste premesse, ti mostro ora una tabella con…

…3 strategie per blog + email marketing.

Eccola subito qui:

strategia blog

Ti mostra 3 strategie che puoi usare nell’applicare congiuntamente blog + email marketing nel tuo marketing sui contatti acquisiti.

Quella che ho usato io in questo blog (la strategia completamente automatizzata) è la più facile e veloce da applicare. Lavori una volta, i risultati durano a lungo.

Però come efficacia è inferiore ad un’altra, che da alcuni test che ho svolto in altri contesti è forse un compromesso ideale; e cioè: sequenza autoresponder nelle email, però nel blog preferisci contenuti freschi.

Questo perchè sfrutti il blog come elemento di credibilità per facilitare la vendita. E se hai contenuti freschi, sei percepito come più credibile.

Con la strategia ibrida, poco lavoro in più ti permette di ottenere risultati più interessanti.

Ad ogni modo, la strategia più efficace in assoluto (se hai la voglia ed il tempo per realizzarla) è quella di avere contenuti freschi sia per blog che per l’email. Più lavoro, ma anche migliori risultati.

Ma…

Come ricavare idee nuove

per articoli da scrivere?

Il problema della strategia broadcast è ricavare idee fresche ed interessanti ogni volta.

Una delle tecniche che puoi usare è quella che tempo fa ho chiamato “tecnica del mantra”. Ne parlava anche Francesco, in questo articolo.

Con la tecnica del mantra, ti segni da qualche parte un elenco di messaggi chiave che vuoi trasmettere al tuo pubblico e ai tuoi potenziali clienti.

E ogni volta scrivi un articolo diverso, prendendo spunto da questi messaggi chiave.

Se vedi gli articoli di questo blog scritti nei primi mesi del 2008, vedrai che quasi tutti seguono questa tecnica!

Uno degli articoli più interessanti da avere è quello del caso studio. Ecco qui un esempio.

Il caso studio è una tipologia di articolo utilissima da avere nel tuo blog. Perché aumenta in chi non ti conosce la credibilità dei tuoi prodotti e servizi. E anche perchè crea in chi legge il desiderio di imitazione (cioè il desiderio di imitare i risultati ottenuti nel tuo caso studio).

Quale strategia userò prossimamente? Automatizzata, ibrida o broadcast? pensavo di passare a quella broadcast. Aggiungendo qualche novità. Ok, per oggi finisco qui!

PS: se hai un blog, questo articolo sulla comunicazione implicita potrebbe essere di tuo interesse.

Problema con autoresponder

Ed è già la seconda volta che lo fa! ecco di cosa sto parlando…

Come saprai, questo blog è collegato al mio autoresponder aweber (www.aweber.com).

Ogni volta che qui compare un articolo nuovo, aweber invia un messaggio alle persone iscritte alla lista degli aggiornamenti del blog.

L’articolo è scritto in automatico, ed è più o meno come questo:

Questa email sopra, quando viene inviata alla lista, non sono io a scriverla. Ci pensa tutto il sistema, che in automatico prende il titolo dall’articolo del blog e invia il testo standard alle persone iscritte agli aggiornamenti.

Beh, oggi (per un errore del sistema) sono partite una decina di email a raffica… vedi qui sotto un esempio di quello che ho visto nella mia casella email:

Tutte email col mio nome come mittente, inviate nel giro di un minuto… mannaggia questi automatismi!

Me ne sono accorto quasi subito (su segnalazione di Giulio, che a lui credo lo avesse detto Francesco).

Beh, ormai il danno era fatto. E contemporaneamente vedevo arrivare vari “unsubscribe” dalla lista… Nel frattempo mi sono scusato con chi mi aveva scritto personalmente.

Cosa fare per risolvere la cosa?

Ho tolto l’automatismo. Un baco in un processo così delicato non è tollerabile. Non credo il baco sia dovuto ad aweber, credo invece sia dovuto a feedburner (il servizio che uso per i feed). In ogni caso, meglio non correre altri rischi: ho eliminato direttamente il “processo” pericoloso.

Ti dico poi un trucco: vedi il pulsantino di feedburner qui sotto che indica il numero dei registrati al feed?

Se noti, segna 544 lettori. In realtà, molti di questi sono iscritti via email. E cioè quel numero di feedburner fa la somma tra gli iscritti via email agli aggiornamenti del blog, e quelli che invece il blog se lo leggono nel loro lettore dei feed.

La maggior parte di questi 544 lettori è via email! cioè le persone non seguono il blog da lettore dei feed (come tanti potrebbero pensare) ma invece preferiscono la segnalazione via email. Questa è stata una sorpresa anche per me.

Adesso che ho tolto l’aggiornamento automatico via email, quel numero di lettori scenderà di molto.

Credo a questo punto che per comunicare con la lista dovrò utilizzare i classici invii “broadcast” scritti a mano…

Squeeze page e video

Insieme ad altri marketer (Giulio, Matteo) sto iniziando a testare più assiduamente l’utilizzo dei video nelle landing page e nelle pagine acchiappanomi (quelle che gli americani chiamano name squeeze page).

Ci sono vari modi di utilizzare il video nelle landing page… ad esempio, il video può essere un elemento di supporto al testo, oppure può essere l’elemento principale per la comunicazione.

Nel video puoi riprendere lo schermo del tuo computer (a tale proposito si usano software come Camtasia per PC, oppure Screenflow per Mac); oppure puoi riprendere persone reali, mentre parlano; o anche entrambe le cose.

Puoi utilizzare il video per proporre una soft offer (ad esempio la registrazione per ricevere un pdf informativo, come spesso accade nelle name squeeze); oppure puoi utilizzare il video per proporre una hard offer (esempio di hard offer: chiedere l’acquisto oppure una richiesta di preventivo).

Come anteprima, eccoti l’immagine di uno dei layout a cui sto lavorando:


Name squeeze

 
Se te ne intendi di web marketing “made in USA”, vedrai che la pagina segue la stessa impostazione di layout usata da Jeff Walker in PLF2, ma soprattutto da Ryan Deiss in vari suoi progetti.

Stiamo cercando di capire, tra i tanti layout a disposizione che possono usare il video, quali funzionano meglio dell’approccio solo testo, e quale layout è più adatto per ogni specifico passo della conversion.

In più (e questo è un aspetto più complesso da capire) un altro obiettivo che ci siamo posti è capire quale sequenza di comunicazione ottimizza la conversion finale (in pratica: quale sequenza di comunicazione permette di vendere di più).

Le domande sono del tipo: quali benefici ed elementi dell’offerta presentare prima? quali dopo? con quale sequenza utilizzare i vari strumenti come blog, autoresponder, pdf, etc?

Il tutto, come al solito, alla fine dovrebbe diventare un sistema essenziale e “passo per passo” da utilizzare in ambiti e mercati differenti.

Vedo di tenerti aggiornato.

Nel frattempo, se vuoi guardarti qualche esempio di split test di name squeeze page, puoi vedere questi esempi di Giulio.

Ecco i titoli di email che tirano di più…

Qualche mese fa ti avevo raccontato delle statistiche che guardo per quanto riguarda le email.

In pratica, funziona così…

Su questo blog è possibile registrarsi agli aggiornamenti via email. Quando compare un articolo nuovo, viene inviata una email a tutte le persone iscritte agli aggiornamenti.

L’email, ne avevamo già parlato, è di questo tipo:

email marketing

Come vedi, nell’email viene riportato il titolo dell’articolo.

Se l’argomento interessa, il destinatario dell’email clicca il link e viene reinviato al blog.

Dalle statistiche di aweber (il servizio di email marketing che uso per questo blog) posso vedere quali email ricevono più click. E quindi capire quale titolo incuriosisce di più.

Sai quale è stato il titolo più cliccato negli ultimi 20 giorni?

Ecco il vincitore:

Sorprese su Adwords e contenuti vm18

Beh, penso che ad incuriosire il pubblico e far cliccare il link, non sia stata tanto la parola “Adwords” quanto la parola “vm18″. Mi spiace per Adwords, ma credo proprio che vm18 interessi di più.

E penso anche di aver scoperto un nuovo perfido trucco per aumentare il tasso di click nelle email! (ovviamente: usare la parola “vm18″ nei titoli; ma, se lo fai anche tu, usa moderazione, mi raccomando!)

Per il secondo posto di titolo più gettonato, la battaglia è stata assai più dura.

Ma anche stavolta il titolo che si è ben piazzato è interessante… senti qui:

Problemi di liquidità? ecco perchè fare commercio elettronico

Qui credo che la frase “problemi di liquidità?” abbia incuriosito parte dei lettori.

Ma adesso ti dico un altro dato…

Anche Matteo, nel suo blog, ha messo il meccanismo di invio aggiornamenti via email.

E ti confesso che sono verde di invidia. Sai perchè? Perchè oltre l’80% delle persone che riceve le sue email (circa il 40% ad agosto) va e clicca! io adesso sono su una media di poco meno del 30%…

Insomma, sembra che qualsiasi cosa Matteo scrive (per dire, anche quando si inventa titoli di poca fantasia come “Il commerciale pigro“, titolo probabilmente malamente copiato dal mio splendido articolo “Il venditore ricalcitrante“) – beh, dicevo, qualsiasi cosa Matteo scrive, i suoi lettori lo amano e vanno subito a leggere cosa dice…

Mannaggia.

A questo punto urge vendetta! Dovrò proprio mettermi ad implementare presto la nuova strategia del blog.

Hai mai visto una lightweight squeeze?

Negli articoli scorsi ti avevo raccontato dell’importanza di costruirsi una mailing list. E di come – sebbene abbia contribuito a realizzare mailing list per varie aziende – io mi sia colpevolmente “dimenticato” di costruire una mailing list numerosa per questo blog!

Beh, soprattutto se hai letto Email Marketing Vincente e ne stai usando le tecniche, hai sentito parlare della pagina acchiappanomi (detta “name squeeze” dagli americani).

Beh, dopo un po’ che non ci davo un’occhiata, l’altro ieri ho pensato di dare un’occhiata alle novità su Marketingsherpa, una rivista online di web marketing b2b.

Solitamente un sito molto tradizionale, che non utilizza tecniche “subdole” (in senso buono!).

Beh, cosa scopro?

scopro che Marketingsherpa usa una lightweight squeeze per costruirsi una lista!

Ok, ok, ecco cosa significa lightweight squeeze…

Una lightweight squeeze è una specie di pop up, solo che compare nella stessa finestra che stavi leggendo. E ti mostra una cosa: un modulo da compilare (con il tuo nome ed indirizzo email) per iscriverti alla newsletter.

Quando compare la lightweight squeeze hai 2 possibilità: o compili il modulo e ti iscrivi alla newsletter, oppure riesci a trovare il pulsante per uscire, e ritornare nel sito che stavi leggendo.

Eccoti l’immagine della lightweight squeeze che ho visto:

Lightweight squeeze

Come vedi, il sito dietro è “oscurato”. Invece, è evidenziata la finestra con il modulo da compilare.

Non è una rarità. Ad esempio, anche Schefren la usa nel sito Strategic Profits. Eccoti la videata:

Lightweight squeeze

Sinceramente la reputo un po’ aggressiva come strategia… però è certamente efficace. Soprattutto se vuoi costruirti una mailing list.

E… se ti fosse venuto il dubbio: no, non ho intenzione di mettere una lightweight squeeze in questo blog!

Ti racconto però di un altro strumentino diabolico… nei casi che abbiamo visto sopra, la finestra con il modulo compare a tempo. Ad esempio, compare dopo 5 secondi che sei nel sito.

C’è una variante (perversa) che prevede che la finestra compaia quando stai per avvicinare il mouse al pulsante “indietro” del browser.

Come per dire… arrivi al sito ad esempio facendo una ricerca su Google. Ci dai un’occhiata veloce, e ti sembra non ti interessi. Stai per cliccare sul pulsante “indietro”… e compare una finestra con un’offerta!

Ad esempio, un report gratuito se ti iscrivi alla newsletter del sito.

Una volta che il navigatore si è iscritto alla tua newsletter, puoi iniziare sequenze di marketing per portarlo a conoscerti meglio ed acquistare i tuoi prodotti o servizi.

Ne parlavamo ad esempio qui, quando accennavamo alle campagne sequenziali.

Una pagina acchiappanomi presidenziale

Se sei tra i proprietari di Email Marketing Vincente, una pagina acchiappanomi sai già cosa sia.

La pagina acchiappanomi è uno speciale tipo di landing page dove il navigatore può lasciarti il suo indirizzo email per ricevere tuoi aggiornamenti e novità. Ne parlavo ad esempio in questo articolo del blog Conversazioni Marketing.

Beh, oggi ho scoperto che anche per la campagna presidenziale americana stanno usando le pagine acchiappanomi!

Eccoti un’immagine della “name squeeze” (pagina acchiappanomi) di Barack Obama:

Pagina acchiappanomi

In pratica è una pagina per registrarsi via email agli aggiornamenti della campagna presidenziale.

Si tratta di una pagina molto semplice (come in genere tutte le name squeeze): a sinistra trovi titolo, testo e campi da compilare (nome, cognome, email e codice di avviamento postale).

Credo che personalizzino le email in base al codice postale, per questo lo chiedono.

A destra, invece, trovi un video. Si tratta quindi di una “video name squeeze”.

A differenza di altre video name squeeze, tuttavia, ha una variante: il video è a destra ed il modulo da compilare a sinistra. In genere si preferisce l’opposto.

Come usare una pagina di questo tipo? beh, ad esempio per lanciare una tua campagna sequenziale. Vedi ad esempio questo articolo.

Promuovere un seminario con le email

Oggi ti scrivo un articolo un po’ differente; infatti, riporto qui nel blog una domanda arrivata via email, con relativa risposta.

La domanda riguarda come promuovere un seminario. Per motivi di riservatezza, dalla domanda e dalla risposta tolgo i riferimenti al settore chiesto.

Domanda:

Voglio promuovere un seminario che si terrà a….
E’ un seminario di nicchia e di fascia alta (x.x00 euro).
Non ho nessuna lista, solo qualche nominativo ma piuttosto inadatto.
Ho la necessità di ottenere una cinquantina di adesioni.
Posto che so benissimo che tu puoi matematicamente garantirmi di ottenere questo obiettivo, pensi che sia ragionevolmente possibile ottenerlo con i vostri metodi, partendo adesso?

Ecco la risposta. Te la riporto perchè potresti trovare diversi spunti utili:

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Per un seminario da x.x00 euro, da tenersi tra pochi mesi e senza lista una lista da cui partire, i tempi sono davvero ristretti.

La prima cosa è verificare se puoi crearti una lista di potenziali clienti;
a tale proposito, controlla se ci sono parole chiave specifiche che questi cercano su Google;
puoi verificarlo dallo strumento delle parole chiave di Google Adwords.

In particolare verifica quanto cercate sono le parole chiave correlate al tuo seminario;
se vedi che c’è richiesta, puoi fare una campagna acchiappa nomi come spiegato su Email Marketing Vincente (EMV).

Se tu vedessi presso lo strumento delle parole chiave di Google che pochissime persone (o nessuna) cerca parole chiave correlate al tuo seminario, puoi anche considerare una campagna ibrida offline/online.

In tal caso: hai gli indirizzi fisici di tuoi potenziali clienti?

se sì, puoi inviare loro una lettera cartacea (o una cartolina) che li invita a visitare una pagina acchiappa nomi per ricevere ad esempio un report informativo gratuito, come spiegato su EMV;
da lì, utilizzi la sequenza di lancio prodotto spiegata nel Modulo 7.

Un’altra possibilità è verificare se ci sono siti visitati dal tuo pubblico, che accettano pubblicità via Adsense, per raggiungerli mediante il targeting per posizionamento.

Oppure potresti fare una joint venture con chi una lista di potenziali clienti in target la ha già (anche questo è spiegato su EMV).

Acquisiti i nominativi, puoi utilizzare la solita sequenza di lancio e presentazione prodotto spiegata su EMV.

Se hai obiettivi elevati di vendita (xx clienti per x.x00 euro l’uno), oltre all’email marketing puoi aggiungere una componente telemarketing di supporto.

Molto probabilmente è più efficace se il telemarketing lo aggiungi a metà della sequenza spiegata in EMV, dopo esserti fatto conoscere al tuo pubblico ed esserti fatto apprezzare per i contenuti (presentati tramite
web).

Nel caso tu vedessi che:
1) non ci sono parole chiave cercate su Google dal tuo pubblico
2) non hai possibilità di joint venture con persone che hanno una lista di persone in target
3) non hai neppure una lista di indirizzi fisici di possibili clienti, per fare una campagna ibrida
se nemmeno una delle 3 condizioni sopra fosse possibile, allora EMV non ti sarebbe utile.
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In tema di marketing di seminari, puoi vedere anche questo caso studio di Giulio.

PS: Email Marketing Vincente verrà tolto momentaneamente dal mercato oggi alle 17, quindi se sei interessato ti conviene approfittarne subito.

Nel week end sono andato a vedere Batman

Questo week end sono andato a vedere “Il cavaliere oscuro“, l’ultimo film della serie di Batman.

Se fai marketing, è sempre interessante andare a vedere i film che vendono di più. Anche per capire quali sono le storie e i personaggi che affascinano di più il pubblico.

Una delle cose che mi ha sorpreso nel film è che non venga spiegata in modo dettagliato la “storia di origine” del Joker.

La “storia di origine”, cioè come un personaggio si sviluppa per diventare quello che è, spesso costituisce un elemento essenziale nella narrazione.

Nel precedente film della serie, “Batman Begins”, il film dedicava parecchio tempo a rispiegare le origini di Batman. In modo da reintrodurlo in un modo nuovo ed originale, tale da poter dare il via in modo credibile ai film che sarebbero seguiti (e poter vendere di più!).

Invece del Joker pochissimo si dice.

Leggendo le intervista al regista, ho trovato la spiegazione che volevano la storia principale fosse l’evoluzione del personaggio Harvey Dent, mentre il Joker è presentato come un “assoluto”, senza bisogno di spiegarne l’origine.

Tutti questi spunti dal cinema sono utili ed interessanti. Trovi altre idee su questo articolo, vendere usando una storia.

Creare un personaggio è utile anche se fai email marketing.

Ad esempio perchè le caratteristiche che dai al tuo “personaggio” rendono più o meno probabile che le persone leggano o no le tue email.

Proprio oggi parte Email Marketing Vincente (EMV), corso multimediale di email marketing che ho realizzato con Giulio Marsala.

Se desideri maggiori informazioni su EMV, le trovi sia nella lettera di presentazione del prodotto, che nel blog.

Invece sul tema di storie e personalità, probabilmente potrebbe essere di tuo interesse questo articolo: personalità e profitto di settore.

Landing page per lead generation ed email marketing

Da alcune email e commenti, ho visto che è utile chiarire la differenza tra landing page per la lead generation e landing page per l’email marketing.

Nella lead generation come spiegata ad esempio in ACV, la tua campagna serve raccoglie richieste di contatto da parte di persone che desiderano essere contattate da un commerciale.

Perchè sono persone che hanno in mente un acquisto e desiderano valutare di persona cosa tu puoi offrire loro.

Viceversa, in ottica di email marketing, la landing page che crei serve ad invitare le persone ad iscriversi alla tua newsletter. Non sono persone che vogliono acquistare subito, ma invece sono persone che vogliono restare in contatto con te ed iscriversi alla tua lista.

Una landing page di questo tipo si può chiamarla “pagina acchiappanomi” o name squeeze page, come la chiamano negli USA.

Su questo stesso tema trovi alcuni spunti in questo altro articolo, relativo a landing page lunghe e landing page corte.

Perchè in genere la pagina acchiappa nomi (per acquisire indirizzi email di persone che si registrano alla tua newsletter) è più breve, mentre quella per acquisire richieste commerciali è più lunga ed esplicativa.

Anche le percentuali di conversion sono differenti. In genere è più facile far registrare una persona ad una newsletter piuttosto che fargli compilare un modulo di richiesta contatto con un commerciale dell’azienda.

Ad ogni modo, dopo che il potenziale cliente si è iscritto alla lista, ci sono varie tecniche per portarlo in seguito all’acquisto. Spesso con un processo mirato che consiste nel fornirgli informazioni utili ed educative su ciò che offri.

E dopo che la persona ha chiesto il contatto con un commerciale? in tal caso trovi qui alcune utili tecniche di vendita.