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18 February 2008 — email marketing
Ieri ti stavo raccontando dei test che sto facendo sui box di registrazione agli aggiornamenti del blog.
Oggi ti racconto di quali titoli di email generano più click…
Sempre tramite il servizio di autoresponder che uso, posso vedere una statistica di quali email generano più click al blog.
La statistica mi è utile per capire quali titoli ed argomenti interessano maggiormente ai lettori di questo blog. Guardando i dati è emersa una piccola sorpresa!
Prova ad indovinare quale titolo ha generano meno visite al blog…
il titolo che ha generato meno click è stato: “Web Marketing: l’importanza del fare“.
E quale titolo ha generato una % maggiore di click e quindi di visitatori? ecco la sorpresa:
il titolo che ha generato più click è stato “La pillola magica per vendere on line?”
Insomma, la pillola magica per vendere ottiene interesse, l’importanza del fare invece molto meno!
Penso che questo sia anche un po’ frutto dei tempi: con tante cose da fare ogni giorno e tanto stress, le persone cercano giustamente una soluzione veloce per raggiungere i propri obiettivi. E questo è un aspetto di cui spesso è bene tenerne conto quando si progetta un nuovo prodotto o servizio.
12 February 2008 — blog aziendali, email marketing
Qualche giorno fa ti avevo accennato alle modifiche che ho fatto di recente al blog.
Tra queste, c’è la possibilità di registrarsi agli aggiornamenti di questo blog, compilando il modulo in alto a destra. Vedi un esempio anche nell’immagine qui in basso:

Il box è in split test, cioè vengono alternate 2 versioni differenti del box, in modo da capire quale delle 2 registra una percentuale più alta di iscritti agli aggiornamenti.
Beh, ho avuto una sorpresa.
La versione che pensavo vincesse (quella qui a sinistra)… ha perso!
Eccoti invece qui di seguito, a destra, la versione vincente… Come puoi vedere, la versione vincente non ha il titolo in rosso.
In più, la versione vincente contiene poi la parola “registrati” anzichè la parola “scrivi”.
Probabilmente il verbo più specifico ha favorito la maggiore conversion.
Vediamo adesso la differenza di percentuali… la versione perdente ha una performance dello 0,9%… cioè ogni 100 visitatori, 1 compila il modulo. La versione vincente invece registra una performance del 2,1%.. più del doppio. I dati di traffico e conversioni sono tali da permettere una certa confidenza.
Su test fatti da marketer USA, avevo letto di risultati simili. Tra l’altro, la versione “vincente” è la traduzione di una versione inglese che ho trovato in un altro blog che so effettuare questo tipo di test.
Il prossimo test che farò probabilmente sarà sulla “call to action” del pulsante, cioè sulla scritta nel pulsante per registrarsi.
Le email di segnalazione di un nuovo articolo sono di questo tipo:

e sono inviate in automatico dal servizio autoresponder che uso. In pratica: qualche minuto dopo la pubblicazione di un nuovo articolo, l’autoresponder invia in automatico email personalizzate con il nome del destinatario, segnalando la novità.
Anche per le email di segnalazione sto effettuando alcuni test per vedere quale tipo di messaggio generi più click.
Attualmente riguardo il clickthrough delle email sto registrando dei risultati un po’ insoliti: ti tengo aggiornato.
A cosa servono test di questo tipo? in questo caso gli obiettivi sono 2:
- aumentare il numero di registrati agli aggiornamenti del blog
- aumentare il numero di persone che leggono gli aggiornamenti.
Se fosse una campagna di vendita, test effettuati con meccanismi simili mi sarebbero utili per capire quale messaggio fa ottenere un maggior numero di clienti. In questo modo, riesci a sfruttare al meglio il traffico.
Se ad esempio solitamente ogni 100 visitatori ottieni un cliente, mettendo in split test vari elementi, spesso riesci ad aumentare la performance di 2-3 volte. Significa, a parità di traffico, raddoppiare o triplicare le vendite. Che non è male.
Di un argomento simile avevamo parlato qualche tempo fa in questo articolo sul copywriting persuasivo.
22 January 2008 — email marketing
Quando mi trovo a realizzare una campagna di email marketing, mi succede di trovare persone che vorrebbero spedire email piene di immagini ed effetti speciali.
Questa di mettere immagini ed effetti speciali in una campagna email è una politica che sconsiglio.
Per 2 motivi:
1) si mette a rischio la deliverability dell’email, cioè si rende più probabile che l’email venga filtrata come spam dal fornitore email del cliente, anche se è una email perfettamente legittima e gradita
2) si rischia di perder tempo a trovare l’immagine giusta o l’effetto giusto, ed alla fine del gioco magari ottenere effetti non all’altezza.
A chi desidera fare email marketing, consiglio invece una politica più semplice:
una email di solo testo con uno o più link agli articoli del proprio blog.
Negli articoli del blog potranno anche esserci filmati o altri elementi multimediali.
L’importante è che questi elementi multimediali non siano presenti nell’email.
In questo modo, il connubio email + blog può rivelarsi molto efficace.
12 January 2008 — email marketing
Ogni tanto mi capita di leggere articoli, soprattutto negli USA, dove si profetizza il declino dell’email marketing.
Quello che posso dire è che l’email marketing attualmente è vivo e vegeto! Non mi riferisco alle email inviate a liste fredde (tecnica che non ho mai usato), quanto alle email inviate a liste di clienti o comunque di persone che hanno richiesto maggiori informazioni o sono registrate (di propria volontà) ad una newsletter.
Personalmente a me piace l’email marketing collegato ad una comunicazione che tenda ad educare il cliente (ad esempio ne avevamo parlato qui).
In più, presentare un’offerta interessante ad una nutrita lista di clienti, può generare un forte balzo nelle vendite. Conosco molte aziende web che durante un giorno normale hanno vendite medio/basse, ma che poi triplicano e più il giorno in cui inviano la newsletter.
C’è chi dice che con i social network l’email marketing perderà di peso. Per ora non penso abbiamo elementi per dirlo con certezza. Certo che fa pensare quando si scopre che anche i più famosi social network si promuovono con l’email marketing!
19 November 2007 — email marketing, social network
Un sito dove trovare interessanti casi studio sui modelli di business basati su Internet è startup-review.com.
L’altro ieri lo stavo leggendo per trovare idee per un lancio prodotto. In particolare mi interessava capire quando usare l’email marketing e quando invece i social network. Cercando di tradurre il tutto sulle esigenze del mercato italiano.
Beh, mi ha incuriosito molto il fatto che anche MySpace avesse provato a lanciarsi con l’email marketing. Senza molto successo, a quanto pare. Nel caso studio viene spiegato come MySpace abbia dovuto aspettare 6-9 mesi prima di avere un certo successo di pubblico.
Per ricavare la base di utenti minima iniziale, sulla quale costruire il successo della comunità, lo strumento che meglio sembra aver funzionato sia stata la sponsorizzazione eventi:
MySpace then began promoting the site offline, sponsoring parties in Los Angeles with clubs, bands, and party promoters. This began to build the buzz around the site, but more importantly attracted micro offline communities (i.e. groups of people) to use the site together.
tratto da: Startup-review.com