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	<title>Venice Marketing Report &#187; modelli di business</title>
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	<description>Web Marketing</description>
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		<title>Analizzare un mercato (l&#8217;elemento mancante)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 16:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivo qui alcune considerazioni riguardo come analizzare un mercato e come analizzare un possibile nuovo business. Spero che in queste considerazioni tu possa trovare spunti utili. Prima il mercato, poi il prodotto Questa è una considerazione classica, ma vedo che spesso molti non ne tengono conto. La prima cosa è identificare un mercato affamato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo qui alcune considerazioni riguardo come analizzare un mercato e come analizzare un possibile nuovo business. </p>
<p>Spero che in queste considerazioni tu possa trovare spunti utili.</p>
<h3>Prima il mercato, poi il prodotto</h3>
<p>Questa è una considerazione classica, ma vedo che spesso molti non ne tengono conto.</p>
<p>La prima cosa è identificare un mercato affamato di prodotti e servizi; un mercato dove i clienti abbiano capacità di spesa.</p>
<p>Individuato un mercato favorevole, si identifica quale prodotto o servizio meglio soddisfi la volontà di acquisto del mercato.</p>
<p>Il problema è che molti fanno il contrario&#8230; partono dal prodotto, spesso innovativo (<em>troppo</em> innovativo) o di non facile comprensione. E poi cercano qualcuno al quale riuscire a vendere questo prodotto.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo approccio è scomodo, ha meno probabilità di successo. </p>
<p>Meglio invece partire dal cliente (meglio se è una tipologia di cliente desideroso di soddisfare una sua esigenza o risolvere un problema), e solo <em>dopo</em> identificare il prodotto o servizio su cui puntare.</p>
<p>Partendo da questo approccio, le verifiche successive sono identificare le possibili sorgenti di traffico, la miglior offerta, la comunicazione più adatta, il giusto margine, etc etc</p>
<p>Il risultato è una campagna che funziona e che porta clienti e profitto. </p>
<h3>Tuttavia a volte tutto questo non basta</h3>
<p>Non basta, soprattutto se ti poni obiettivi di profitto ambiziosi.</p>
<p>Se vendi servizi, potresti scoprire che bastano pochi clienti per saturare il tuo tempo e quindi limitare il tuo profitto.</p>
<p>Se vendi prodotti, potresti scoprire che il ciclo di vendita è lungo e laborioso, oppure che ci sono dei vincoli (di mercato, di circolante, di disponibilità del prodotto) che mettono un tetto a quanto puoi guadagnare.</p>
<p>Per questo motivo, soprattutto se ormai sei diventato abile nell&#8217;analizzare i mercati e scoprire cosa vende e cosa no, può esserti utile fare anche&#8230;</p>
<h3>&#8230;l&#8217;analisi di scalabilità</h3>
<p>Il business che stai pensando è davvero scalabile? potresti davvero raggiungere, servire e soddisfare molti clienti?</p>
<p>Oppure, per qualsiasi motivo (finanziario, di tempo, produttivo, etc) c&#8217;è un limite oltre al quale ti sarebbe difficile vendere e quindi guadagnare?</p>
<p>Ecco alcuni consigli, per verificare se un modello è scalabile o no:</p>
<p>- verifica tutte le possibili sorgenti di traffico; verifica se c&#8217;è un tetto oppure no al traffico che puoi ottenere; diventa esperto in sorgenti di traffico alternative (se sei un marketer online, potresti considerare anche l&#8217;offline)</p>
<p>- verifica gli aspetti operativi: fino a quanto puoi spingere nell&#8217;automazione (o delega) dei processi?</p>
<p>- verifica se puoi ridurre alcuni elementi del processo che prendono tempo a te o ai tuoi collaboratori; ad esempio: le personalizzazioni sono tutte necessarie? puoi introdurre elementi di &#8220;self service&#8221; in cui il cliente fa da solo?</p>
<p>- verifica se puoi effettuare alleanze strategiche con chi la struttura o la base clienti che desideri la ha già; così da accelerare i tuoi tempi di sviluppo del business.</p>
<p>Internet sta rendendo possibili nuovi modelli di business scalabili. Dove il fatturato per addetto può risultare elevato, più elevato rispetto a quello delle aziende tradizionali.</p>
<p>Ad esempio: con il commercio elettronico non c&#8217;è più la commessa; il cliente fa da solo online. </p>
<p>Oppure: con i servizi online non c&#8217;è più il personale allo sportello. Il cliente fa tutto da solo.</p>
<p>Questo fenomeno apre la strada ad un&#8217;altra considerazione, che qui accenno senza approfondire.</p>
<p>Ho l&#8217;impressione che stiamo andando verso una società in cui c&#8217;è meno lavoro. Anche se non ci fosse la crisi di cui si parla, credo che i posti di lavoro in Italia sarebbero comunque meno. Perché si automatizza sempre di più o si esternalizza nei paesi meno costosi.</p>
<p>Se così fosse, lo scenario sarebbe quello in cui ci sono meno persone che lavorano; e dove quelli che lavorano (e possiedono aziende) ottengono un profitto più elevato, perché c&#8217;è più scalabilità e meno costi.</p>
<p>Per questo credo che a molti converrebbe iniziare a studiare il marketing e i modelli di business. Per iniziare a capirne di più di mercati, di come soddisfare ciò che la gente vuole, di modelli per vendere di più impiegando meno risorse. E ho l&#8217;impressione che la scuola insegni poco su questi argomenti. </p>
<p><strong>PS</strong>: sempre sul concetto di scalabilità, potrebbe interessarti questo mio articolo di qualche tempo fa: <a href="http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/il-problema-della-scalabilita-del-business/">il problema della scalabilità</a>.</p>
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		<title>Il decalogo del Marketing 80/20</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/marketing-pmi/il-decalogo-del-marketing-8020/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing pmi]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa mi ero segnato sul mio blocco note alcune idee riguardo strategie di marketing e modelli di business per ottenere più risultati e più profitti con meno sforzo, meno rischi e minori investimenti. Poichè le idee che avevo scritto sono 10, avevo intitolato l&#8217;appunto come &#8220;decalogo&#8221;. Il decalogo del Marketing 80/20! (sembra quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche mese fa mi ero segnato sul mio blocco note alcune idee riguardo strategie di marketing e modelli di business per ottenere più risultati e più profitti con meno sforzo, meno rischi e minori investimenti.</p>
<p>Poichè le idee che avevo scritto sono 10, avevo intitolato l&#8217;appunto come &#8220;decalogo&#8221;. Il decalogo del Marketing 80/20! (sembra quasi un nome importante <img src='http://www.venicemarketingreport.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ieri sera mi è capitato di rileggere quella pagina. Riguardandola, mi è venuto in mente che potesse tornarti utile.</p>
<p>Per questo ho pensato di riportarti quegli appunti qui nel blog, perché magari potrebbero darti qualche spunto interessante.</p>
<p>Eccoli qui&#8230;</p>
<h3>il &#8220;decalogo&#8221; del Marketing 80/20</h3>
<p><strong>1.</strong> Nelle cose di marketing e di business, ci sono tante attività che potresti fare. Ma solo poche di queste sono davvero redditizie. Altre sono una perdita di tempo. <strong>Concentrati su quelle poche cose che ti fanno guadagnare (e divertire!) di più</strong>.</p>
<p><strong>2.</strong> Internet è il canale di marketing emergente. <strong>Impara ad usare Internet per acquisire clienti</strong> (per te o per altri).</p>
<p><strong>3.</strong> Nei momenti di difficoltà dell&#8217;economia, le aziende con elevati costi fissi sono quelle che rischiano di più. <strong>Progetta invece il tuo modello di business LAP: Leggero e ad Alto Profitto</strong>.</p>
<p><strong>4.</strong> Quando realizzi campagne di marketing, uno degli aspetti chiave è la velocità. Più veloce sei a realizzare campagne marketing efficaci, più elevato il tuo guadagno. Come aumentare la tua velocità nel realizzare campagne marketing? <strong>Sfrutta modelli pronti e liste di controllo</strong>.</p>
<p><strong>5.</strong> Tra le tante attività che si svolgono in azienda, una delle più redditizie è creare sistemi di marketing. Sistemi capaci di portarti mese dopo mese nuove vendite e nuovi clienti. Per questo motivo, <strong>ti conviene diventare un esperto di marketing</strong>.</p>
<p><strong>6.</strong> Nel business, tante persone amano dare l&#8217;impressione di essere piene di impegni e cose da fare. Spesso questi impegni sono irrilevanti o non adatti alla persona. Invece, a te conviene liberare il più possibile il tuo tempo. E concentrarti sui tuoi punti di forza e sulle attività chiave che sai svolgere davvero bene. Come liberare il tuo tempo? <strong>elimina, automatizza o delega le attività che non fanno per te</strong>.</p>
<p><strong>7.</strong> Uno dei rischi se fai marketing, è trovarti a fare tante campagne che poi vengono utilizzate una volta sola. Invece uno dei segreti per ottimizzare il tuo tempo è realizzare il più possibile campagne marketing che ti tornano utili per mesi e mesi. <strong>Trasforma la tua conoscenza ed abilità di marketing in una rendita costante</strong>.</p>
<p><strong>8.</strong> Le idee migliori non vengono pensando da soli, ma scambiando spunti e consigli con altre persone esperte e capaci. <strong>Sfrutta l&#8217;effetto Mastermind, frequentando altri imprenditori ed esperti di marketing</strong>.</p>
<p><strong>9.</strong> Per trasformare le tue conoscenze di marketing in un profitto duraturo, puoi sfruttare le 3 discipline del marketing 80/20: <strong>infomarketing</strong>, <strong>PAC</strong> (piattaforme di acquisizione clienti) e <strong>licensing</strong> (dare in licenza d&#8217;uso campagne marketing efficaci, senza cioè cederne la proprietà).</p>
<p><strong>10.</strong> <strong>Creati degli asset (patrimoni) online</strong>, che puoi sfruttare mese dopo mese per portare profitto. Esempi di asset online: una mailing list di persone che ti segue volentieri; un sito ben indicizzato per parole chiave di tuo interesse, cercate dal tuo pubblico; una campagna Adwords collaudata e ottimizzata, capace di portarti mese dopo mese nuovi clienti.</p>
<p>Ok, questo è tutto! Spero che tu possa trovare più di qualche idea utile tra questi 10 punti che mi ero segnato.</p>
<p><strong>PS</strong>: tra questi punti citavo il saper creare sistemi di marketing ed acquisizione clienti. A tale proposito, dai un&#8217;occhiata <a rel="nofollow" href="http://www.acquisireclienti.com/come-ridurre-il-costo-pubblicitario-per-trovare-nuovi-clienti.html">a questo video</a>, dove scoprirai anche alcune delle scommesse che spesso facciamo Giulio e io&#8230;</p>
<p><a href="http://www.acquisireclienti.com/come-ridurre-il-costo-pubblicitario-per-trovare-nuovi-clienti.html" rel=nofollow>Clicca qui per proseguire</a> e vedere il video che spiega la scommessa&#8230;.</p>
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		<title>Vendere consulenza e servizi: modelli di business e scalabilità</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/vendere-consulenza-e-servizi-modelli-di-business-e-scalabilita/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 16:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di oggi lo ho scritto pensando in modo particolare per chi propone servizi o consulenza. Tuttavia, è un articolo che potrebbe darti spunti interessanti anche se proponi prodotti fisici. Premessa: alcune aziende di servizi o consulenza si trovano ad un certo punto ad avere un tetto a quanto possono guadagnare. Per quanto lavorino di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di oggi lo ho scritto pensando in modo particolare per chi propone servizi o consulenza.</p>
<p>Tuttavia, è un articolo che potrebbe darti spunti interessanti anche se proponi prodotti fisici.</p>
<p><strong>Premessa</strong>: alcune aziende di servizi o consulenza si trovano ad un certo punto ad avere un tetto a quanto possono guadagnare. Per quanto lavorino di più e si diano da fare, sembra esserci un limite al profitto possibile.</p>
<p>A volte questo limite è dato dal mercato. E dalla difficoltà di trovare nuovi clienti.</p>
<p><strong>Se il limite è dato dal mercato</strong>, puoi cercare di risolverlo con un buon marketing. Predisponendo ad esempio nuove campagne di <a href="http://www.venicemarketingreport.com/category/lead-generation/">lead generation</a>.</p>
<p>Ma altre volte il tetto al profitto che puoi ottenere ha motivazioni assai più subdole.</p>
<p>In una frase: c&#8217;è <strong>un problema di scalabilità del business</strong>. Diventa cioè operativamente difficile fare di più di quello che fai ora, ottenendo guadagno.</p>
<p>Magari perché il tuo tempo è limitato e non riesci a seguire più cose. Oppure perché non riesci a trovare nuovi collaboratori o dipendenti validi ai quali affidare i progetti da seguire&#8230; è come se l&#8217;organizzazione avesse raggiunto un limite e, anche quando si fa di più, questo lavoro aggiuntivo non porta profitto significativo.</p>
<p>Il tema della scalabilità del modello di business per le aziende di servizi è uno di quelli sui quali rifletto più spesso.</p>
<p>Di seguito ti riporto alcune considerazioni. Che spero possano tornare utili anche a te.</p>
<p>Analizziamo il caso in cui una società di servizi cresce prendendo nuovo personale e nuovi collaboratori.</p>
<p>In teoria, più personale dovrebbe significare più profitto per il titolare.</p>
<p>A volte, tuttavia, il personale cresce e cresce anche il fatturato; ma, tolti tutti i costi, il profitto finale per il titolare resta quello di prima.</p>
<p>Cosa è successo? è successo che il profitto aggiuntivo portato dal personale non è tale da coprire i costi di un&#8217;organizzazione più grande. E quindi alla fine il profitto resta uguale. Più vendite sì, ma lo stesso guadagno finale.</p>
<p><strong>Come cautelarsi da un problema simile</strong>?</p>
<p>Il punto è questo. Se i servizi che vendi ti offrono un margine elevato, allora hai buone probabilità che più personale significhi più soldi per te.</p>
<p>Ma se il margine dei progetti è ridotto, allora è probabile che più personale non significhi più profitto.</p>
<p>Facciamo un esempio banale&#8230;</p>
<p>Immaginiamo che tu in questo momento guadagni 10mila euro al mese seguendo progetti di consulenza.</p>
<p>Stai pensando di prendere 5 collaboratori, per seguire i progetti al posto tuo.</p>
<p>Ognuno di questi collaboratori ti costa 3mila euro al mese, e ti porta ricavi per 5mila euro al mese.</p>
<p>Con 5 collaboratori, il tuo tempo non è più dedicato a seguire i progetti, ma a seguire l&#8217;organizzazione di queste 5 persone.</p>
<p>Risultato; vendite più che duplicate: da 10mila euro passi a 25mila euro al mese.</p>
<p>Profitto: uguale. 10mila euro. (5mila &#8211; 3mila) x 5 collaboratori = 2mila x 5 = 10mila.</p>
<p>Qual è il problema di base? il profitto ridotto per collaboratore.<br />
Se una persona nuova può seguire progetti per un valore di 5mila euro massimo, hai un problema.</p>
<p>Ipotizziamo adesso che tu riesca a standardizzare i progetti in modo da renderli più semplici per un collaboratore (non esperto come te) e che riesca a strutturarne il marketing e la vendita in modo da aumentare il valore percepito.</p>
<p>In questo modo, il singolo collaboratore potrebbe seguire progetti per un valore di 8mila euro.<br />
In questo caso sì che riesci a guadagnare di più. Passeresti da 10mila a 25mila euro al mese di profitto: (8-3) x 5.</p>
<p>Quindi la verifica da fare prima di prendere nuovo personale è che la redditività dei progetti sia più elevata possibile.</p>
<p>Una redditività dei progetti più elevata la ottieni con processi migliori e con un prezzo di vendita più alto (ottenuto tramite un miglior marketing).</p>
<p>Ipotizziamo adesso il caso che tu non voglia prendere nuovi collaboratori.</p>
<p>Hai un vincolo al tuo tempo che non ti permette di seguire progetti nuovi.</p>
<p>Non vuoi delegare progetti ad altri.</p>
<p>Cosa fare per aumentare il tuo guadagno?</p>
<p><strong>Puoi vendere il tuo know how sotto forma di infoprodotti</strong> (come ad esempio i corsi multimediali). Oppure, puoi dare in licenza le tue metodologie.</p>
<p>In questo modo riesci a scollegare il tuo profitto da quanto lavori.</p>
<p>Questi ed altri argomenti li affronteremo a breve e più approfonditamente su Acquisire Clienti Club.</p>
<p>Nel frattempo, se l&#8217;argomento ti interessa, ti segnalo questo articolo che avevo scritto qualche tempo fa:<br />
<a href="http://www.venicemarketingreport.com/marketing-per-professionisti/marketing-per-professionisti-ed-infoprodotti/">Marketing per professionisti ed infoprodotti</a>. </p>
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		<title>Il mio (attuale) modello di business</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/il-mio-attuale-modello-di-business/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ero a cena con alcuni amici. Come talvolta capita, una persona mi ha chiesto che lavoro faccio. Domanda difficile! spesso, per tagliare corto, rispondo brevemente &#8220;consulente marketing&#8221; o &#8220;imprenditore nel marketing&#8221;, anche se non è una definizione che spiega davvero quel che faccio. In più, considero il mio non tanto un lavoro o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ero a cena con alcuni amici. Come talvolta capita, una persona mi ha chiesto che lavoro faccio.</p>
<p>Domanda difficile! spesso, per tagliare corto, rispondo brevemente &#8220;consulente marketing&#8221; o &#8220;imprenditore nel marketing&#8221;, anche se non è una definizione che spiega davvero quel che faccio. </p>
<p>In più, considero il mio non tanto un lavoro o una professione, quanto un modello di business. La maggior parte del mio tempo, più che al &#8220;lavoro&#8221; vero e proprio,  è dedicata ad affinare il mio sistema di business.</p>
<p>Oggi voglio farti vedere uno schema semplificato che ti mostra il mio modello attuale:</p>
<p><img src="http://www.venicemarketingreport.com/wp-content/uploads/2009/11/modello.jpg" alt="modello di business" title="modello di business"class="center" /></p>
<p> Alla base stanno i servizi alle aziende per aiutarle ad acquisire clienti sfruttando Internet. Questa parte dell&#8217;attività mi permette di testare modelli di marketing ed idee nuove, su mercati spesso molto differenti gli uni dagli altri.</p>
<p>Ma una volta inventato e sviluppato un sistema di marketing per risolvere un caso specifico, il gioco non è finito. Come prima cosa, cerco di standardizzarlo per poterlo usare anche in altri progetti differenti.</p>
<p>E poi, lo stesso sistema viene riproposto sotto forma di corso multimediale, tramite l&#8217;approccio che negli USA chiamano <strong>Infomarketing</strong>.</p>
<p>A mio modo di vedere, questo modello è abbastanza interessante perché permette di sfruttare al meglio le idee e le metodologie di marketing che mi capita di utilizzare e sviluppare, ottimizzando il mio tempo ed aumentando il mio profitto.</p>
<p>Almeno in Italia, che io sappia, non sono tante le persone che utilizzano un modello come questo. Nonostante i vantaggi che porta.</p>
<p>Perché non sono in tanti ad utilizzare un modello del genere? Credo che oltre alla novità, le problematiche siano differenti:</p>
<p>- in primo luogo c&#8217;è la difficoltà a sviluppare frequentemente metodologie di marketing che funzionano, collaudandole e testandole sul campo finché non si riesce a trovare una formula che porta risultati</p>
<p>- in secondo luogo, una società di marketing che avesse tanti dipendenti e collaboratori e fosse sempre con &#8220;l&#8217;acqua alla gola&#8221; per riempire di lavoro tutti, avrebbe paura a vendere le proprie metodologie.</p>
<p>- c&#8217;è poi l&#8217;aspetto di competenza in ambiti differenti del marketing: vendere prodotti, vendere servizi e vendere infoprodotti sono 3 attività differenti, che richiedono approcci, sensibilità e competenze diverse. Un marketer con esperienza in settori tradizionali fa spesso difficoltà a capire come funziona l&#8217;infomarketing e, senza una formazione specifica, non riuscirebbe a lanciare al primo colpo una campagna infomarketing che funziona.</p>
<p>Come tutti i modelli, questo è in evoluzione. Ogni tanto provo ad aggiungere componenti nuove, evitando comunque di complicare troppo l&#8217;idea di base.</p>
<p>Alcune delle domande che mi pongo di frequente sono:<br />
- come diventare più abile e veloce a sviluppare e sperimentare nuovi modelli di marketing che funzionano?<br />
- come individuare con maggior esattezza il tipo di metodologie che i clienti dei corsi multimediali vorrebbero?<br />
- è ancora valido per me restare concentrato sull&#8217;online, oppure è giunto il momento di espandermi con maggior convinzione anche sul marketing offline?<br />
e tante altre domande ancora.</p>
<p><strong>PS</strong>: l&#8217;ultimo corso sviluppato con <a href="http://www.giuliomarsala.com/">Giulio</a>, parla anche di modelli di business. Se l&#8217;argomento ti interessa, trovi maggiori informazioni <a href="http://www.acquisireclienti.com/startup/acstartup.php" rel=nofollow>in questa pagina</a>.</p>
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		<title>Modelli di business: alcune riflessioni veloci</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/modelli-di-business-alcune-riflessioni-veloci/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 18:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ti scrivo un articolo con alcune riflessioni veloci che mi capita di fare tra me e me in questi giorni&#8230; 1. Fatti venire una bella idea per un forte back end l&#8217;offerta di front end è quella per acquisire il cliente; l&#8217;offerta di back end è quella che fai al cliente già acquisito. Beh, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ti scrivo un articolo con alcune riflessioni veloci che mi capita di fare tra me e me in questi giorni&#8230;</p>
<p>1. <strong>Fatti venire una bella idea per un forte back end</strong><br />
l&#8217;offerta di front end è quella per acquisire il cliente;<br />
l&#8217;offerta di back end è quella che fai al cliente già acquisito.<br />
Beh, la maggior parte del profitto in genere sta nel back end.</p>
<p>Una delle cose che mi chiedo spesso è: come è possibile potenziare il back end in questa situazione?<br />
possibile che non ci sia altro da vendere al cliente acquisito, qualcosa che al cliente piaccia parecchio e dove il profitto sia soprendentemente buono? </p>
<p>2. <strong>Sistematizza il più possibile</strong><br />
a me piace sistematizzare le cose; i progetti che seguo sfruttano dei processi standard che ho inventato e migliorato nel tempo;<br />
quando succede qualche inconveniente che &#8220;sfugge&#8221; dal mio processo standard, finisco di cattivo umore. E allora cerco di risolvere la cosa, in modo che l&#8217;inconveniente non si ripeta.</p>
<p>Un processo standard e sistematizzato ti permette di ridurre i tempi e le incertezze ed aumentare la produttività.</p>
<p>3. <strong>Dove sta il profitto?</strong><br />
Leggendo e ascoltando alcune persone quando parlano di cose di web marketing, mi sembra che parlino per il gusto di parlare e non invece nell&#8217;ottica di business ed investimento.</p>
<p>Cosa me ne faccio di una community se non c&#8217;è legato un sistema per farci soldi?<br />
A cosa serve la &#8220;trasparenza&#8221; in azienda se non è collegata ad un valido meccanismo di marketing e di profitto?</p>
<p>Quando lanci un progetto di web marketing, fai sempre attenzione a non seguirlo perché è una moda, ma perché ti fa guadagnare. </p>
<p>PS: a proposito di suggerimenti concreti, se stai affrontando un progetto di acquisizione clienti online, <a href="http://www.l4news.com/lead-generation/trovare-nuovi-clienti-3-problemi-e-3-soluzioni/">questo articolo di Matteo</a> potrebbe tornarti utile</p>
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		<item>
		<title>Modelli di offerta: un caso pratico</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Poichè credo possa essere utile a molti, riporto qui sotto una mia email di risposta ad un imprenditore che mi chiedeva un parere su un nuovo prodotto che vorrebbe promuovere online. Le considerazioni fatte hanno a che fare con la scelta del modello di offerta, e come questa abbia impatto sulla strategia web. Ho tolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poichè credo possa essere utile a molti, riporto qui sotto una mia email di risposta ad un imprenditore che mi chiedeva un parere su un nuovo prodotto che vorrebbe promuovere online.</p>
<p>Le considerazioni fatte hanno a che fare con la scelta del modello di offerta, e come questa abbia impatto sulla strategia web.</p>
<p>Ho tolto dall&#8217;email ogni riferimento al prodotto o al mercato.</p>
<p>Ecco la mia email di risposta:</p>
<p>===<br />
Ho dato un&#8217;occhiata al sito [omissis] e vedo alcuni aspetti di offerta e pubblico obiettivo, tale da rendere poco redditizio l&#8217;investimento su web se punti esclusivamente al pubblico al dettaglio e offrendo solo quel prodotto.</p>
<p>Queste problematiche sono tipiche della vendita via web al dettaglio, e nulla hanno a che fare con la qualità del prodotto o con la vendita tradizionale via negozio.</p>
<p>Tieni anche conto che non conosco il mercato. Le mie sono considerazioni generiche, partendo solo da ipotesi &#8220;a occhio&#8221; di numeri e margini.</p>
<p>Queste considerazioni servono per darti spunti per trovare il mercato<br />
più &#8220;ricco&#8221; sul quale puntare per il prodotto. E soprattutto, evitarti<br />
investimenti quando non potrebbero portarti profitto.</p>
<p>Ecco i dettagli&#8230;</p>
<p>Vedo che il prodotto costa al pubblico 50 euro IVA inclusa;<br />
suppongo che tolto il costo di spedizione e il costo di fabbricazione del prodotto, il tuo margine sia di circa 25 euro a vendita, IVA esclusa;<br />
da questi 25 euro vanno tolti i costi del servizio clienti e della logistica di picking;<br />
diciamo che ti restano 15-20 euro come margine di contribuzione, prima di pagare il marketing;<br />
a quel punto il problema non è il margine % della transazione, ma il margine in valore;<br />
per quel mercato specifico, un margine di 15-20 euro potrebbe essere troppo risicato per pagare pubblicità online e ottenere buon profitto in valore.</p>
<p>Il problema è che i click costano. E il traffico possibile per quel prodotto è limitato. Per guadagnare bene ti conviene avere un modello di offerta forte, che ti fa ottenere buon profitto anche con pochi visitatori.</p>
<p>Un margine di 20 euro avrebbe senso se il cliente fosse un cliente ad acquisto ripetuto. Esempio con un altro tipo di prodotto: gli integratori alimentari hanno un margine ridotto in valore (ad esempio attorno ai 25-30 euro); però offrono un vantaggio: il cliente riacquista il prodotto ogni mese. Nel caso di [omissis], l&#8217;acquisto non credo sia ripetuto. Il cliente al dettaglio acquista, paga una volta, e poi stop.</p>
<p>Altre 2 problematiche del prodotto, quando proposto al dettaglio, via web:<br />
- è un prodotto stagionale, con vendita concentrata in pochi mesi<br />
- non è un prodotto tipico da acquisto online; la gente in genere credo che acquisti il prodotto quando [omissis].</p>
<p>Detto questo, credo che il canale web si presti poco ad offrire questo prodotto direttamente al dettaglio, da solo e senza che ci sia un&#8217;offerta più ricca a contorno, che faciliti l&#8217;acquisto ripetuto da parte del cliente; sempre che l&#8217;obiettivo sia generare margine in valore elevato.</p>
<p>Viceversa, ci possono essere altri mercati più interessanti. Ad esempio [omissis]</p>
<p>Anyway, prima di affrontare un progetto web per [omissis], ti conviene individuare il mercato più &#8220;ricco&#8221;, dove il cliente acquisito ti genera un buon guadagno in valore. Magari un cliente da importi elevati, meglio<br />
se ad acquisto ripetuto. Questo mix si presta bene per usare il web come canale di acquisizione clienti, ottenendo profitto da subito.</p>
<p>Non solo, in alcuni casi puoi utilizzare una strategia speciale che consiste nel [omissis]. Magari anche con costi di acquisizione cliente attorno ai 2-300 euro, ma che si coprono da soli quando il cliente vale molto.<br />
===</p>
<p>L&#8217;email continua con le considerazioni finali e i saluti.</p>
<p>La sostanza è che una campagna web da sola non basta, se non è congiunta ad un&#8217;offerta forte. Appetibile al pubblico e capace di darti profitto. </p>
<p>Per altre considerazioni su un tema simile, puoi leggere <a href="http://www.venicemarketingreport.com/web-marketing/hai-qualcosa-di-unico-da-offrire/">questo articolo sulle offerte online</a>.</p>
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		<title>Modelli di business online: un errore frequente</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/modelli-di-business-online-un-errore-frequente/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 18:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri mi è capitato di notare l&#8217;osservazione di una persona che criticava le landing page create seguendo modelli standard. Come probabilmente saprai, una landing page è una pagina dove presenti la tua offerta. A me personalmente piace utilizzare modelli standard di landing page, cioè modelli che ho inventato e già utilizzato con successo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri mi è capitato di notare l&#8217;osservazione di una persona che criticava le landing page create seguendo modelli standard.</p>
<p>Come probabilmente saprai, una <a href="http://www.venicemarketingreport.com/landing-page/landing-page-indovina-chi-vince/">landing page</a> è una pagina dove presenti la tua offerta.</p>
<p>A me personalmente piace utilizzare modelli standard di landing page, cioè modelli che ho inventato e già utilizzato con successo in passato e che riadatto al nuovo caso e alla nuova situazione.</p>
<p>Il vantaggio di un modello standard è che con pochi ritocchi puoi adattarlo a mercati e situazioni differenti, con buone probabilità di ottenere da subito risultati ampiamente soddisfacenti.</p>
<p>Alcuni di questi modelli li trovi mostrati e spiegati in alcuni dei miei corsi multimediali online, a disposizione di chi volesse utilizzarli nel proprio business, per acquisire nuovi clienti.</p>
<p>Una delle critiche (simile a quella che avevo notato l&#8217;altro ieri) è che le landing page che usano modelli standard sarebbero sbagliate, perché &#8220;fredde e senza cuore&#8221;.</p>
<p>Ti presento qui alcune mie considerazioni sull&#8217;argomento&#8230;</p>
<p>Chi fa queste critiche spesso non ha visto i numeri e i risultati concreti portati dalle landing page &#8220;fredde e senza cuore&#8221;, in decine di mercati differenti.</p>
<p>Una landing page può convertire maledettamente bene anche quando segue un modello standard.</p>
<p>Ma i vantaggi sono altri&#8230; in primis quello della <strong>velocità di realizzazione</strong>.</p>
<p>In un progetto di acquisizione clienti online, ci sono persone che vogliono partire da zero e che vogliono fare gli &#8220;artisti&#8221;. Queste persone spesso impiegano almeno 2 settimane prima di creare la prima campagna.</p>
<p>Personalmente, preferisco usare un modello standard, ed impiegare 2 ore (e non 2 settimane!).</p>
<p>Se sei veloce, puoi accrescere in poco tempo il numero di campagne marketing ed acquisizione clienti per la tua azienda, accelerandone la crescita commerciale.</p>
<p>Il secondo vantaggio è che usando dei modelli standard, puoi passare da una campagna all&#8217;altra i miglioramenti e le idee che riesci a trovare.</p>
<p>Il terzo vantaggio, è che i modelli standard sono insegnabili ad altre persone. Non hai bisogno del &#8220;genio&#8221;, ma puoi passare il know how anche ai tuoi dipendenti e collaboratori.</p>
<p>E anche se sei bravo, a volte succede di avere la giornata no, nella quale le idee non vengono. Un modello standard da utilizzare ti risolve i problemi.</p>
<p>Queste considerazioni mi hanno portato a riflettere su un altro aspetto più generale&#8230;</p>
<p>Mi è tornato in mente che quando disegni il tuo modello di business online, è importante tener conto di 2 fattori:<br />
1) <strong>velocità</strong><br />
2) <strong>scalabilità</strong>.</p>
<p>A me è successo già in passato di sottovalutare questi 2 fattori, quindi te ne accenno qui (così che non commetta anche tu i miei erroracci da zuccone!) </p>
<p>Ecco una domanda utile&#8230;</p>
<p>Il modello di business che hai pensato per la tua azienda, appena vedi che le cose funzionano, permette di farla crescere rapidamente?</p>
<p>Ad esempio, se il tuo meccanismo di acquisizione clienti si basa sul lasciare commenti interessanti nei blog e nei social network, probabilmente hai un problema di velocità.</p>
<p>Lasciare commenti interessanti e personalizzati da caso a caso, costa tempo e fatica.</p>
<p>Meglio poter sfruttare un meccanismo di crescita più veloce (come ad esempio poter permettersi di acquistare pubblicità).</p>
<p>La seconda considerazione è quella della scalabilità; ed ecco la seconda domanda&#8230;</p>
<p>una volta che hai trovato un modello di business che funziona e che ti porta profitto, hai l&#8217;opportunità di farlo crescere davvero, oppure la crescita è limitata da qualche fattore insormontabile?</p>
<p>Ad esempio, se hai scelto un mercato troppo piccolo, con poche persone che ricercano il tuo prodotto o servizio, potresti avere un problema di scalabilità.</p>
<p>Per oggi finisco qui. Degli aspetti di scalabilità del business parlavo anche l&#8217;anno scorso, <a href="http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/il-problema-della-scalabilita-del-business/">in questo articolo</a>.</p>
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		<title>Nuovi modelli di vendita e di business</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/nuovi-modelli-di-vendita-e-di-business/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 15:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche anno fa, quando c&#8217;era da lanciare una campagna di acquisizione clienti nel b2b, più o meno facevo così&#8230; prendevo uno di quei grandi database di aziende; poi dalla lista scremavo una sottolista di aziende &#8220;target&#8221;, cioè aziende che avevano le caratteristiche giuste per essere considerate &#8220;potenziali clienti&#8221;. La lista veniva quindi passata ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa, quando c&#8217;era da lanciare una campagna di acquisizione clienti nel b2b, più o meno facevo così&#8230;</p>
<p>prendevo uno di quei grandi database di aziende;<br />
poi dalla lista scremavo una sottolista di aziende &#8220;target&#8221;, cioè aziende che avevano le caratteristiche giuste per essere considerate &#8220;potenziali clienti&#8221;.</p>
<p>La lista veniva quindi passata ad un call center, che chiamava queste aziende potenziali clienti.</p>
<p>Quando il call center riusciva a fissare un appuntamento, si andava a trovare queste aziende.</p>
<p>A volte, purtroppo, la &#8220;visita&#8221; durava pochi minuti&#8230; giusto il tempo di capire che non c&#8217;era un vero interesse e che si erano fatti molti chilometri per niente!</p>
<p>Per fortuna adesso abbiamo a disposizione parecchi modelli di venditain più. Soprattutto modelli di vendita &#8220;pull&#8221;, quelli dove è il cliente che cerca te.</p>
<p>Internet ha cambiato le cose non solo rendendo possibili sistemi di vendita differenti, ma anche dando il via ad opportunità e modelli di business totalmente nuovi.</p>
<p>Penso ad esempio ai portali turistici, dove il cliente prenota l&#8217;albergo online (ed il proprietario del portale si prende una commissione).</p>
<p>Oppure penso a quei consulenti in settori di nicchia che, una volta limitati geograficamente, oggi con Internet possono farsi conoscere (in breve tempo!) ad un pubblico geograficamente eterogeneo.</p>
<p>Oppure penso a produttori e commercianti di prodotti tipici locali, che con il web possono farsi conoscere e vendere in tutto il mondo. </p>
<p>Tutti questi modelli hanno dei pro ma anche dei contro. E alcune criticità che è bene conoscere, per poterli sviluppare al meglio.</p>
<p>Dai un&#8217;occhiata a nuove opportunità nelle spiegazioni video all&#8217;interno di <a href="http://www.marketing8020.com/offerta/">Marketing 80/20</a>. A presto!</p>
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		<title>Numeri e psicologia</title>
		<link>http://www.venicemarketingreport.com/modelli-di-business/numeri-e-psicologia/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 09:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
				<category><![CDATA[modelli di business]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa serve per azzeccare una campagna marketing di successo? Cosa serve per creare un sistema di vendita che genera profitto? A me succede di concentrarmi in questi 2 aspetti: psicologia, per capire quello che la gente desidera. Puoi avere il prodotto più utile al mondo, ma se non fa scattare il desiderio, la gente non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa serve per azzeccare una campagna marketing di successo?</p>
<p>Cosa serve per creare un sistema di vendita che genera profitto?</p>
<p>A me succede di concentrarmi in questi 2 aspetti:</p>
<p><strong>psicologia</strong>, per capire quello che la gente desidera.</p>
<p>Puoi avere il prodotto più utile al mondo, ma se non fa scattare il desiderio, la gente non lo comprerà.</p>
<p>Allo stesso modo puoi avere un prodotto totalmente inutile, ma se soddisfa le necessità emotive del tuo pubblico, potrà avere grande successo commerciale.</p>
<p>Il secondo aspetto sono i <strong>numeri</strong>. E significa questo&#8230; in un sistema di vendita, avere un pubblico che vuole il tuo prodotto non è garanzia di profitto.</p>
<p>Occorre verificare i margini. Controllare che i costi non si mangino tutto il profitto. E verificare i flussi di cassa, affinché le vendite non creino uno scompenso finanziario che poi blocca tutto.</p>
<p>Nella pratica come funziona?</p>
<p>Beh, la prima cosa è individuare le emozioni del mercato. Se ad esempio proponi un corso di ricostruzione unghie, quali sono i benefici che la tua cliente desidera?</p>
<p>Vuole saper rifare le unghie a sé e alle amiche, per sentirsi apprezzata? Oppure desidera aprire un negozio, per ottenere indipendenza economica con un lavoro visto come leggero e divertente?</p>
<p>La seconda cosa è individuare il sistema di offerta e di vendita.</p>
<p>Uno degli esempi più classici sono gli <a href="http://www.venicemarketingreport.com/infobusiness/perche-lanciare-un-infobusiness/">infobusiness</a>.</p>
<p>A volte, nella sequenza di offerta di un infobusiness, il primo prodotto venduto al cliente non genera profitto. Perché i costi pubblicitari mangiano l&#8217;intero margine della vendita.</p>
<p>Il primo prodotto non serve per ottenere una vendita, ma per ottenere un cliente. Al quale vendere altri prodotti successivamente.</p>
<p>Un prodotto che uso come <a href="http://www.venicemarketingreport.com/copywriting/ecco-il-prodotto-di-front-end/">front end</a>, come saprai, è <a href="http://marketing8020.com/info/report.html">Marketing 80/20</a>.</p>
<p>Ti segnalo un estratto dalla sua lettera di vendita:</p>
<blockquote><p>Perchè metto a tua disposizione<br />
il mio know how?</p>
<p>       Tra tutti i prodotti e servizi che offro, questo è quello con il prezzo più accessibile. Ma perchè metto a tua disposizione parte del mio know how e delle mie metodologie a soli 97 euro + IVA?</p>
<p>       Perchè condividendo con te questi strumenti, conto di “corromperti” e far diventare anche te uno dei nostri: un marketer che utilizza Internet ricavandone soddisfazioni concrete, che apprezza le tecniche che portano risultato e che (come me) è sempre alla ricerca di nuove strategie e know how di successo.</p>
<p>       Appena inizierai ad utilizzare, apprezzare e trarre guadagno da queste strategie, probabilmente vorrai acquistare altri prodotti, corsi e servizi. Sia miei che dei miei amici.</p></blockquote>
<p>Come vedi, già nella lettera di presentazione del prodotto, introduco il prodotto come front end, cioè come primo passo di un&#8217;offerta molto più ampia.</p>
<p>Offerta più ampia che comprende <a href="http://www.venditeweb.com/index_vw.html">Vendite Web</a> o <a href="http://www.acquisireclienticlub.com">Acquisire Clienti Club</a>.</p>
<p>Strutturare l&#8217;offerta in modo che i numeri (di profitto) stiano bene in piedi, è una delle capacità chiave (e spesso sottovalutate) di un marketer.</p>
<p>Per un ulteriore approfondimento su questo tema, puoi leggere questo articolo su <a href="http://www.venicemarketingreport.com/infobusiness/infobusiness-e-2-modalita-di-profitto/">infobusiness e modalità di profitto</a>. </p>
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		<title>Ho giusto preso un altro po&#8217; di Google</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 17:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E va bene, lo ammetto: tutte le volte che leggo che c&#8217;è crisi e che la gente ormai non compra più, mi indispettisco un po&#8217;. Perchè è meglio rimboccarsi le maniche e trovare nuove soluzioni anzichè stare a perder tempo a commiserarsi. In più, i dati che vedo dalle campagne di acquisizione clienti via web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E va bene, lo ammetto: tutte le volte che leggo che c&#8217;è crisi e che la gente ormai non compra più, mi indispettisco un po&#8217;. Perchè è meglio rimboccarsi le maniche e trovare nuove soluzioni anzichè stare a perder tempo a commiserarsi.</p>
<p>In più, i dati che vedo dalle campagne di acquisizione clienti via web che gestisco, continuano ad essere molto buoni. Le richieste arrivano, e non noto nessun trend discendente.</p>
<p>Anzi, tanto meglio per me se alcune aziende si fanno prendere dalla paura e riducono gli investimenti in marketing: significa concorrenza in meno per le campagne che seguo!</p>
<p>L&#8217;altro ieri c&#8217;era qualche articolo di giornale che diceva che anche Google sarebbe in difficoltà.</p>
<p>Beh, Google è una macchina da soldi, con uno splendido modello di business. Non fa magazzino, genera cassa, ha un elevato rapporto vendite/dipendenti e uno stato patrimoniale invidiabile. In più, può aumentare il profitto semplicemente tagliando quella marea di progetti che segue, dove non fa ROI.</p>
<p>Per questo, appena ho visto come qualche giornalista &#8220;predicesse sventura&#8221; per Google, di tutta risposta ho comprato un&#8217;altra manciata di azioni (GOOG).</p>
<p>Possono esserci alti e bassi del mercato, ma un buon modello di business alla fine paga.</p>
<p>Avevo fatto un pensierino anche su Apple (AAPL), però ha un modello di business ed un mercato che capisco meno e sul quale mi sento meno sicuro (anche se, mentre scrivo questo articolo, sto usando un Mac&#8230;).</p>
<p>Tornando all&#8217;aspetto delle campagne di acquisizione clienti che seguo, e come dai dati che vedo non noto segni di crisi: queste campagne sono di tipo <a href="http://www.venicemarketingreport.com/web-marketing/direct-response-marketing-e-risultati-misurabili/">direct response marketing</a>.</p>
<p>Con il direct response marketing, ad ogni investimento in marketing corrisponde un risultato misurabile.</p>
<p>Ad esempio, puoi sapere esattamente quanto ti costa una richiesta di preventivo o quanto ti costa acquisire un nuovo cliente. </p>
<p>Su questi temi sta per aprire un nuovo sito ad accesso riservato, dove troverai molte delle mie metodologie. Pronte all&#8217;uso.</p>
<p>Proprio oggi <a href="http://www.giuliomarsala.com">Giulio</a> ne ha pubblicato la lettera di presentazione. </p>
<p>Se desideri acquisire nuovi clienti, dai quindi un&#8217;occhiata alla <a href="http://www.internetbusinessvincente.com/presentazione-club-ibv.html">lettera di presentazione di IBV</a>. Le iscrizioni saranno possibili dalla settimana prossima.</p>
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