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30 August 2010 — web marketing
Se segui le diverse comunità che fanno marketing su Internet, avrai notato che hanno stili, filosofie e preferenze per strumenti differenti.
Ad esempio, c’è le comunità del web marketing b2b, che per vendere spesso usano lo strumento dei webinar e offerte di tipo “freemium”, dove ad una prima offerta gratuita (free) segue un’offerta a pagamento (premium).
C’è la comunità dell’Internet Marketing che fa uso di lunghe lettere di vendita, di un tono a volte un po’ entusiastico e “hype”, e delle email scritte in tono colloquiale e personale.
C’è la comunità degli appassionati dei social media, continuamente a parlare di blog, social network e nuovi servizi sociali; spesso abili nel generare discussioni interessanti, meno abili nella vendita.
Ci sono poi i grandi portali, come i portali turistici. Abili nello sfruttare il contenuto creato dagli utenti (User Generated Content) per aumentare traffico e conversioni.
Un’altra comunità interessante e probabilmente meno nota in Italia è quella dei marketer “pay per performance” o “costo per azione”. Questi sono sempre alla ricerca di sorgenti di traffico nuove e con poca concorrenza; hanno inventato lo strumento potente ma poco “etico” dei flog (fake blog: blog fasulli) e sono abili nel generare velocemente e massivamente nuove campagne marketing.
Stanno poi emergendo i numerosi siti di “offerte del giorno” i quali, anche se non si possono definire una “comunità”, tendono ad usare strategie e tecniche comuni. Potenti e interessanti.
Ogni comunità, anche per la tendenza a copiarsi l’un l’altro le tecniche di maggior successo, tende ad avere una filosofia e degli strumenti che utilizza più di frequente.
Se sei un imprenditore o un consulente che vende tramite web, è particolarmente interessante tenerle d’occhio tutte. Verificarne i nuovi trend e le nuove strategie, e valutare se possono essere adattate in modo profittevole al tuo caso specifico.
Talvolta queste comunità si copiano tra loro alcune strategie.
Ad esempio, lo strumento del webinar, storicamente forte nella comunità del marketing b2b (ad esempio: per vendere alle aziende software ad importo elevato) è da qualche tempo diventato uno strumento preferito anche nella comunità detta dell’Internet Marketing (quelli delle lettere di vendita lunghe e delle email scritte con tono personale).
La strategia del freemium, che da qualche tempo va di moda per vendere servizi online, prima ancora è stata sviscerata ed approfondita dai marketer di “siti per adulti”. (Curiosità: una delle scoperte dei marketer di “siti per adulti” è che una buona immagine converte l’utente in cliente, mentre i video lo fidelizzano…)
Eccoti un repertorio di domande che puoi utilizzare per valutare se sei “stagno” nelle tecniche di una sola comunità, o se invece riesci a prendere spunti ed idee un po’ da tutti…
Nota: queste domande sono messe in forma un po’ ironica!
Per vendere usi solo delle lunghe lettere di vendita? (se sì, allora sei un integralista dell’Internet Marketing!)
Stai tanto tempo a scrivere su social, forum e blog, tutti sanno che sei un esperto di web marketing, ma non riesci mai a guadagnare più di 40mila euro all’anno? (se sì, allora hai la variante più pericolosa del virus da social media marketer!)
Se devi lanciare una nuova offerta, non pensi minimamente di scrivere qualcosa tu, ma rifletti invece su come fare in modo che siano gli utenti a scrivere per te, lasciando “reviews” e commenti utili? (se sì, allora sei un maniaco dell’UGC! e scommetto che possiedi un sito di e-commerce o un portale turistico!)
Sei sempre a caccia di sorgenti di traffico low cost e hai sperimentato tutti i fornitori di pay per click, alla continua ricerca di click di qualità decente ma che costino meno di 5 centesimi? (se sì, scommetto che sei nel settore del “pay per performance”!)
Quando gli amici ti chiamano per organizzare una vacanza, proponi loro di discuterne con un apposito webinar? (se sì, allora scommetto che sei un web marketer b2b!)
Quando proponi qualcosa agli amici, imponi sempre una scadenza di 24 ore per accettare l’offerta? (se sì, allora gestisci un sito di “offerta del giorno”)
Se leggendo le domande sopra (un po’ scherzose) ti sei un po’ riconosciuto e ti sembra di essere focalizzato troppo su uno stile di web marketing, probabilmente puoi allargare il tuo profitto scoprendo e includendo nel tuo arsenale le tecniche usate da marketer che usano stili differenti.
PS: per qualche spunto generale sul marketing, forse ti piacerà leggere questo articolo.
3 June 2010 — marketing pmi, web marketing
Ecco alcune considerazioni pratiche che stavo facendo di recente riguardo il marketing online per PMI…
Vedremo in particolare 3 problemi frequenti e i relativi spunti di soluzione.
Primo problema: anche nel canale online, la concorrenza sta aumentando.
La buona notizia è che raramente i concorrenti fanno un buon marketing.
La cattiva notizia è che tanta concorrenza rende comunque le cose più difficili.
Prendiamo il caso delle parole chiave su Google: se sei in un mercato dove i visitatori comprano e dove gli inserzionisti Adwords sono solo 3, i tuoi tassi di conversione saranno elevati.
Ma se, nello stesso mercato (parola chiave), gli inserzionisti da 3 passano a 8, i tuoi tassi di conversione scendono. E si alza il costo per click medio.
Ecco 3 possibili soluzioni…
1) la soluzione tipica è fare un marketing superiore rispetto a quello dei concorrenti. Una comunicazione più efficace. Un’offerta più forte. Un processo commerciale più rodato.
Su questi temi ci sarebbe parecchio da dire e da approfondire.
2) un’altra possibile soluzione è creare campagne in mercati con meno concorrenza. Parole chiave differenti. Oppure, canali differenti.
Se ad esempio il pay per click su Google inizia a costare troppo, può valer la pena sperimentare quello su Yahoo/Bing.
3) la terza possibilità è moltiplicare ed intensificare le campagne, gestendo al meglio il budget per ottimizzare il ritorno sull’investimento (ROI).
Quest’ultima è una strategia che può rivelarsi potente. Ma richiede delle competenze particolari: saper creare rapidamente campagne nuove.
Questa è una capacità sulla quale per ora ancora pochi marketer (per fortuna!) hanno pensato di concentrarsi.
Vediamo ora il secondo problema: la crescente variabilità nella redditività dei mercati.
Mercati che fino a poco tempo fa erano profittevoli, poco tempo dopo diventano a margine ridotto.
Basta leggere le notizie per trovare più di un esempio… è sufficiente che cambi una legge, e categorie professionali che si sentivano forti diventano all’improvviso deboli.
Quale soluzione?
Qui le soluzioni sono più di una.
Personalmente per me ho scelto una soluzione specifica: modelli di business che si basano sull’online, con prevalenza di costi variabili e non di costi fissi.
Modelli di business nei quali ci si può permettere la velocità.
E dove alla fine c’è una sola competenza che conta e che tutto accomuna: saper fare un buon marketing.
Terzo problema frequente: stanno aumentando i cattivi pagatori.
Mentre un tempo era normale un ritardo di pagamento di 3-4 settimane, adesso alcune aziende cercano di non pagare per nulla, adducendo le scuse più strampalate.
Non credo che il fenomeno dei cattivi pagatori sia legato alla crisi delle aziende. Credo che invece sia un fenomeno di malcostume.
Spesso vedi ritardi di pagamento (con la finta motivazione “siamo in difficoltà”) da aziende che NON sono in difficoltà. Su mercati nei quali non dovrebbero esserci crisi. In zone geografiche dove non dovrebbero esserci problemi. E da persone dalle quali tutto ti puoi aspettare tranne che siano incappete in improvvisa crisi di liquidità.
Il ritardo nei pagamenti da parte di aziende sane che si fingono in difficoltà credo dovrebbe essere punito più severamente.
Come difendersi da questi furbi? Un possibile metodo è strutturare marketing, meccanismi di offerta e processi commerciali tali che il cliente veda come naturale il pagamento immediato. Prima ancora che riceva il prodotto o che gli venga erogato il servizio.
Su Internet, per fortuna, questo può avvenire con maggior facilità. Il cliente che compra via commercio elettronico prima ti paga, e poi riceve il prodotto o il servizio.
Certo, impostando un pagamento dopo ricezione fattura si potrebbe probabilmente vendere di più. Tuttavia, se preferisci eliminare gli insolventi fin da subito, meglio strutturare un forte processo marketing e commerciale nel quale sia richiesto il pagamento immediato.
Ok, per questo articolo è tutto!
PS: se ti interessa l’argomento di realizzare campagne marketing velocemente, del quale parlavo poco sopra, forse ti interesserà questo articolo che avevo scritto tempo fa: marketing e velocità.
4 February 2010 — web marketing
Nel mio computer tengo uno “swipe file”, cioè una raccolta di campagne marketing dalle quali prendere spunto.
Alcune di queste sono campagne mie, la maggior parte sono realizzate da altri marketer, soprattutto stranieri.
Alcune sono campagne di acquisizione clienti, altre sono campagne sui clienti acquisiti.
E quando guardo lo swipe file, mi viene da pensare: “Questa campagna è bellissima! devo adattarla e provarla! ma anche questa idea non è male, potrei modificarla per provarla nel tal mercato…”
Insomma, tante idee di possibili campagne da lanciare e imbarazzo della scelta.
In più, le idee per possibili campagne da lanciare sono assai di più rispetto al tempo che ho a disposizione.
Ci sono alcune idee di marketing che è da mesi e mesi che penso di attivare, e che non ho avuto ancora il tempo di provare.
E allora come scegliere quale può essere la prossima campagna di marketing che potresti lanciare?
Scrivo qui alcune riflessioni al volo, sperando possano tornarti utili.
Le campagne delle quali mi capita di scrivere più spesso sono quelle di acquisizione clienti. Ma le campagne di acquisizione clienti non sono le uniche.
Ad esempio… potresti lanciare un’iniziativa di marketing per recuperare quei clienti che non acquistano da un po’.
Oppure, potresti lanciare un’offerta dedicata ai clienti che hanno appena fatto il primo acquisto. In modo da portarli subito ad un secondo acquisto e abituarli ad acquistare da te.
Oppure, potresti lanciare un’offerta speciale, dedicata ai tuoi clienti migliori. Quelli con una propensione alla spesa maggiore.
Personalmente, per scegliere che tipo di campagna lanciare, mi faccio questa domanda: quale campagna marketing mi permette di ottenere il maggior profitto, con le migliori probabilità, e col minimo sforzo?
Se noti, ho scritto anche di probabilità. Se lanci una nuova iniziativa di marketing (o anche una nuova iniziativa imprenditoriale) il fattore rischio è sempre presente.
Rischio significa che non tutte le campagne marketing funzionano al primo colpo. Spesso occorre sperimentare e testare, prima di trovare la combinazione migliore di comunicazione, offerta e pubblico obiettivo.
L’altro aspetto importante è quello di ottimizzazione del tuo tempo. Alcune iniziative potrebbero prenderti troppo tempo, a fronte di un risultato incerto.
Per questo può esserti utile fare una lista delle possibili iniziative marketing che potresti lanciare, e far partire subito quelle più facili e redditizie.
PS: per vedere qualche dato di esempio da una mia campagna, puoi leggere questo articolo.
14 October 2009 — web marketing
Una campagna di marketing ed acquisizione clienti ben creata può essere considerata un vero e proprio patrimonio per chi la possiede. Un patrimonio che genera profitto mese dopo mese.
In questo articolo di qualche mese fa, raccontavo come fossi giunto alla conclusione che al consulente marketing conviene puntare al possesso della campagna sviluppata per il cliente.
Questo perché le aziende che usano una certa campagna vanno e vengono. Alcune aziende cambiano strategia, altre iniziano ad offrire prodotti o servizi differenti. Quello che resta, invece, è il valore della campagna in sè.
Per non disperdere il valore della campagna, è bene che questa non venga “cestinata” quando l’azienda smette di usarla. Invece, è preferibile che resti al consulente, che si occuperà di “trasferirla” ad un’altra azienda che possa averne bisogno.
Questo punto di vista attira tutta una serie di obiezioni da parte di chi lo sente per la prima volta.
C’è chi si chiede come sia possibile creare un sistema di marketing “trasferibile” ad aziende differenti.
C’è chi si chiede quali mercati si prestino di più a questo approccio.
Altri, che considerano il marketing come “artigianalità” e “fatto su misura”, credono che realizzare una campagna marketing pensata fin dall’inizio come trasferibile, sia un venir meno alla loro missione di “artisti”.
Alle prime due obiezioni, la risposta giusta è una metodologia che funziona. Non è facile da sviluppare, ma si può.
La terza obiezione è puramente psicologica: più un limite nella mente di chi la fa che un limite dimostrato dalla realtà dei fatti. Se privilegi il profitto al “sentirti artista”, l’obiezione sparisce da sola.
Uno degli aspetti che più ho studiato negli ultimi tempi, è come realizzare una campagna marketing ed acquisizione clienti che sia fatta per durare nel tempo. E che possa essere riutilizzata da aziende differenti.
Se ti interessa una metodologia a questo proposito, la trovi nel recente corso sulle Piattaforme di Acquisizione Clienti, lanciato con Giulio. Trovi qui la pagina di vendita del corso.
Alcuni mi hanno chiesto se non è un rischio divulgare queste metodologie. La risposta è che sì, in effetti ho timore anch’io. Ogni volta che rilascio al pubblico una metodologia nuova, ho paura di trovarmi concorrenti in più. Tuttavia, il meccanismo di limitare l’acquisto (in genere ad una settimana) permette di controllare meglio il numero di persone che accedono a queste metodologie.
Una seconda considerazione interessante è sul formato di quella lettera di vendita.
Se noti, usa sia il testo che il video. Ecco un’immagine della parte alta:

Il formato è titolo, video, e poi sotto il testo descrittivo (che nell’immagine non vedi).
Utilizzare sia il video che il testo sembra aumentare le conversioni. Viceversa, dai test che abbiamo fatto, una lettera di vendita solo video sembra ottenere risultati inferiori. Prima di acquistare, le persone vogliono anche leggere. Il video da solo non sembra bastare.
Questo per oggi è tutto. A presto per altri aggiornamenti.
PS: il corso sulle Piattaforme di Acquisizione Clienti è in vendita fino alle h19 di lunedì 19 ottobre. Trovi ulteriori dettagli in questa pagina.
13 July 2009 — marketing per professionisti, web marketing
Questo articolo probabilmente ti interesserà se sei un consulente di web marketing.
Ti scrivo qui nel blog questa riflessione veloce, che meriterebbe tuttavia una trattazione assai più approfondita.
Vengo subito al punto: il consulente di web marketing per PMI dovrebbe puntare di più al possesso del materiale che ha sviluppato per i clienti.
E ti faccio un esempio pratico… ipotizziamo, per dire, che lanci per un cliente un progetto di email marketing. Il progetto comprende le campagne di list building (costruzione della lista email), e la sequenza di email sui contatti acquisiti, per creare la relazione, educarli e portarli all’acquisto.
Ipotizziamo che per realizzare questa campagna, ti fai pagare 2.500 euro di set up, e 900 euro al mese di gestione. Costi vivi a carico del cliente.
Lanci la campagna, e tutto funziona a meraviglia.
Tuttavia, quello che spesso succede è che le PMI cambiano strategia, portafoglio prodotti, obiettivi di mercato.
Magari dopo 5 mesi, nonostante la campagna sia un successo, il cliente decide di interromperla. Motivo? Cambio di strategia interno, dovuto ad un riassetto societario.
La campagna (perfetta!) che hai sviluppato, adesso è da buttare.
Se hai a che fare con PMI, un fenomeno di questo tipo accade più spesso di quanto si pensi. Se vendi i progetti con solo costo di set up, magari ci fai meno caso. Ma se sei un consulente che si fa pagare a canone mensile, tendi ad accorgertene di più (yes! io me ne accorgo e mi pesa).
Ed ecco la prima riflessione: nelle campagne marketing online, spesso è il consulente marketing l’elemento di stabilità del sistema.
Le aziende vanno e vengono, cambiano strategia, desiderano ogni volta proporre cose differenti.
Nel frattempo, il consulente di web marketing sviluppa e costruisce know how e metodologie vincenti e testate sul campo.
Ma allora… come sfruttare al meglio le metodologie sviluppate ed il lavoro svolto? Come evitare che una campagna ben fatta, dopo 5 mesi diventi inutilizzabile perché il cliente ha cambiato strategia?
Uno dei punti chiave è che tutto quello che sviluppi dovrebbe essere progettato (fin dall’inizio!) per essere utilizzato su più clienti. Magari la stessa campagna, con pochi ritocchi, potrebbe essere utilizzata da altre aziende: in settori simili ma anche in settori totalmente diversi.
Un secondo punto interessante è fare in modo che al consulente resti la proprietà e i diritti del lavoro sviluppato. Se ti interessa approfonire questi punti, senti un avvocato (io ho una laurea in ingegneria e in materia legale rischierei di dirti un sacco di cavolate!)
Qual è il risultato finale di tutto questo?
il risultato finale è che le esigenze dei clienti vanno e vengono; ma al consulente deve restare la proprietà o la riutilizzabilità del materiale sviluppato, in modo da non dover reinventare la ruota ogni volta.
Nel mondo del web marketing per PMI, quasi sempre è il consulente l’elemento di stabilità del sistema. Non è il cliente (le cui esigenze talvolta mutano in continuazione!)
Ed è meglio se questo punto lo tieni presente fin dall’inizio del progetto. Un progetto di marketing troppo personalizzato sul cliente (e quindi non rivendibile) diventa pericoloso perché non puoi riutilizzarlo su altri. In tal caso, se proprio devi svolgerlo, fatti pagare un premium price.
Nota: un possibile modo per rivendere le metodologie che hai sviluppato, è fare infomarketing. A tale proposito, ti rimando a questo articolo riguardo 2 possibili modalità di profitto con un infobusiness.
11 May 2009 — web marketing
A volte mi succede di vedere alcune aziende dove nel marketing c’è proprio il caos!
Non sanno bene da dove ottengono i clienti (sarà la pubblicità sui giornali? saranno le pagine gialle? sarà il passaparola?)
Non sanno bene quanto spendono e quanto guadagnano.
E soprattutto, a volte sprecano davvero tanto tempo per risolvere problemi che avevano già affrontato (e risolto) mesi prima. Solo che nessuno si era segnato la soluzione.
Invece, quando hai il tuo bel sistema di vendita, è tutto più chiaro. Con meno spreco di tempo e di denaro.
Su Internet poi è ancora più comodo…
Guardavo stamattina una campagna marketing che gestisco nel settore turismo. Sappiamo esattamente quanto spendiamo per acquisire un cliente e quanti soldi il cliente ci porta. Sappiamo quali nazioni ci portano clienti migliori e quali offerte rendono di più… e tanto altro ancora!
Lo so, lo so… c’è chi dice “no, meglio andare ad intuito”.
Oppure: “guardare ai numeri è da persone aride”… beh, rispondo io, quando investi soldi in pubblicità, vuoi sapere anche quanto ci guadagni!
Uno degli approcci che preferisco è quello dei Direct Response Marketing: dove ad ogni azione (ed investimento) di marketing, corrisponde un risultato misurabile.
Così vedi dove sono gli sprechi. E li elimini.
PS: per saperne di più, e realizzare un tuo sistema di vendita online basato sul Direct Response Marketing, puoi usare le strategie spiegate all’interno del videocorso online Marketing 80/20.
30 April 2009 — web marketing
Ogni tanto, quando cerco un prodotto o un servizio, succede anche a me di cercarlo su Google.
Valuto le aziende che mi sembrano più interessanti, e le contatto.
Da quel momento, sono curioso di vedere non solo quello che mi propongono, ma anche COME me lo propongono (deformazione professionale!)
Ad esempio: quanto tempo impiegano a rispondere alla mia richiesta di contatto? (se sono lenti, allora è un brutto indizio!)
E quando parlo con un commerciale… cosa mi dice per valorizzare la propria offerta?
Ha un modo per disqualificare la concorrenza e posizionarsi come il fornitore migliore a mia disposizione?
Dice qualcosa per rendere più veloce ed “urgente” il mio acquisto?
E ancora…
Sembra che abbiano un sistema di vendita ben strutturato, oppure danno l’impressione di essere gente che improvvisa alla meno peggio?
Hanno un meccanismo per scremare i clienti migliori, oppure sembrano voler acquisire tutti i clienti possibili?
Queste ed altre domande sono nella mia “lista di controllo” personale.
E spesso mi succede di imparare qualche “tecnica” nuova anche nelle situazioni più insperate!
Chi come me si occupa di marketing o di vendite, ha la tendenza a”farsi vendere qualcosa” più facilmente rispetto ad altri…
soprattutto quando trovo un bravo venditore o un sistema di marketing ben progettato; perchè apprezzo non solo il prodotto, ma anche il “sistema” di vendita o l’abilità del venditore.
Se desideri scoprire le mie “liste di controllo” per un buon sistema di vendita, le trovi su Marketing 80/20.
24 April 2009 — web marketing
Ecco una delle cose che mi piacciono del marketing su web…
Puoi investire per essere presente su un sito, visitato dai tuoi potenziali clienti (ad esempio: su Google);
il navigatore vede il tuo annuncio, lo clicca, e scopre la tua offerta.
Se l’offerta gli piace, compra online, oppure contatta un tuo commerciale.
Dopo un po’, vedi quanto hai investito per essere presente su quel sito, e lo confronti con quanto hai guadagnato.
Se l’investimento è positivo, continui a farlo.
Se l’investimento è negativo, cerchi qualcos’altro che funzioni.
Oltre al vantaggio economico, c’è il vantaggio pratico.
Niente chiamate a freddo. Niente fatica per rincorrere i clienti.
Insomma, una bella comodità.
Ma c’è di più… da qualche tempo, su web iniziano ad andare di moda i video.
Se non ti piace scrivere, puoi fare un video.
Non occorre un video superprofessionale (io ne ho fatto di pessimi e… hanno funzionato!).
Puoi mettere su video la presentazione dei tuoi prodotti, e poi pubblicarla nel tuo sito. Così che la gente la veda.
Affinchè funzioni, la presentazione dovrà essere interessante.
Dovrà catturare sia gli interessi pratici che emozionali del tuo pubblico.
Meglio poi se usi dei formati di comunicazione testati con successo.
Ho preparato per te alcuni formati di comunicazione. Pronti all’uso e testati con successo in tante campagne. Puoi usarli sia nei video, che nelle presentazioni scritte. Li trovi su Marketing 80/20.
Dacci un’occhiata se vuoi realizzare il tuo sistema di marketing e desideri risparmiare tempo prezioso.
31 March 2009 — web marketing
Il marketing su Internet è affascinante perché spesso appaiono nuovi approcci, nuove strategie e nuovi strumenti.
Alcuni di queste nuove filosofie possono essere molto suggestive e toccano una corda emotiva che le fa sembrare sensate.
Tuttavia una cosa è l’apparenza, un’altra è il ROI (ritorno sull’investimento) che le nuove idee portano. ROI portato in casi reali, testati sul campo.
Quando valuto una nuova metodologia, cerco sempre di verificare i risultati concreti ottenuti. Quando parlo di risultati concreti parlo di profitto. Non ritengo che “buon risultato” sia qualche centinaio di commenti su un forum o qualche migliaio di iscritti ad un social network. Il risultato che conta è quello economico. Mille iscritti ad un social network e zero vendite fa sempre zero vendite.
Una seconda verifica che faccio, è considerare se la metodologia usata sia replicabile con facilità e se possa essere utile alle PMI.
Se la metodologia usata è difficile da replicare e porta risultati molto incerti, oppure se funziona solo per le multinazionali, allora non mi interessa.
Mi interessano invece metodologie replicabili, che portano risultati abbastanza stabili e predicibili, e utilizzabili dalle PMI.
La prossima volta che leggi di una nuova iniziativa online, chiediti se è in grado di generare profitto per l’azienda. Una seconda domanda è questa: ma è una iniziativa che ha senso di per se stessa, oppure è solo una scusa per fare Public Relations, sfruttando il fascino delle iniziative su web?
Ad un amico imprenditore (che vende parecchio con Internet), che mi chiedeva un giudizio su un nuovo ma ancora incerto approccio di web marketing di cui aveva letto, ho risposto:
Per ora non abbiamo evidenza che abbia portato risultati e possa funzionare. Aspettiamo. Lasciamo che gli altri si brucino, e poi quando qualcuno ha la fortuna di trovare davvero il sistema per farlo funzionare, facciamo reverse engineering ed entriamo anche noi.
Meglio quindi utilizzare il più possibile metodologie testate con successo. E sfruttare e potenziare ciò che già ha dimostrato di funzionare bene.
9 March 2009 — web marketing
In una campagna marketing spesso sono importanti i casi studio e gli esempi di clienti soddisfatti.
Recentemente, per la festa di riapertura di Acquisire Clienti Club, Giulio ha raccolto alcune testimonianze e casi studio interessanti.
Per vedere l’esempio, dai un’occhiata a questo articolo.
Uno degli aspetti frequenti in questo “rilancio” del Club, è l’utilizzo dei video, come vedi da questa immagine qui sotto…
Ad esempio per presentare i casi studio abbiamo utilizzato un video:
Un’altra novità è che la lettera di presentazione e vendita sarà interamente su video.
Ti mostro qui sotto una anteprima di questa lettera di vendita, che sarà attiva da domani (10 marzo) alle ore 17:

In pratica si tratta di un video, con 2 pulsanti per acquistare (a seconda se scegli il livello ORO o il livello ARGENTO).
Nel preparare questa “videolettera”, abbiamo anche violato una regola classica del direct response marketing… manca l’headline, cioè il titolone! la cosa ci è parsa sensata perchè il video (che parte in automatico) è il vero centro d’attenzione, e quindi un titolone ad effetto sarebbe stato di troppo.
Se desideri vedere un’anteprima del Club, ti suggerisco di dare un’occhiata a questo link.