Copywriting: perchè studiare i classici

Il web può essere visto come un potente strumento di direct marketing. Per questo motivo è importante studiare i grandi direct marketer e copywriter del passato. Gli insegnamenti frutto dei loro test ci permettono di capire prima cosa potrebbe funzionare e cosa no. E, di conseguenza, come aumentare le vendite.

Ecco un esempio che cade a pennello…

Devi sapere che uno dei forum che leggo più spesso è il Copywriters Board di Michel Fortin. Si tratta di un forum (americano) frequentato da professionisti dello “scrivere per vendere” (tra l’altro, è proprio leggendo quel forum che ho avuto l’occasione di conoscere Marco De Veglia, probabilmente il più abile copywriter italiano)

Beh, in una discussione nel forum, un copywriter raccontava di come fosse riuscito ad aumentare la conversion di una pagina mettendo le didascalie alle immagini… tradotto: mettere le didascalie (giuste) alle immagini permette alla pagina di vendere di più!

Per alcuni web marketers questa informazione può sembrare una novità… ma non lo è per chi studia i classici!

I marketer e copywriter che testano dal vivo cosa funziona e cosa no, sanno da parecchi decenni che mettere la didascalia alle immagini aumenta le vendite…

Lo scriveva ad esempio John Caples nel lontano 1932… lo ripeteva Ogilvy nel 1983…

Il motivo è questo: da piccoli studiavamo nei sussidiari… la prima cosa che guardavamo erano le figure, e subito dopo… le didascalie! Per un motivo di abitudine, spesso la gente non legge il testo di una pagina, ma le didascalie le legge sempre.

Quindi: se stai preparando una landing page e vuoi aumentare la conversion, ricordati di mettere le didascalie alle immagini! E, nella didascalia, di comunicare un beneficio per chi legge…

Personalmente ho testato questo fenomeno più volte, sia con semplici split test che con strumenti come Google Website Optimizer.

In particolare, ho identificato un modo di strutturare titolo, immagine e didascalia che generalmente consente di aumentare la conversion di una pagina. Di questo però parleremo una prossima volta…