Uno dei temi che studio più spesso e per il quale realizzo più campagne è quello dell’acquisizione clienti. Per questo motivo resto sempre incuriosito quando vedo qualche meccanismo nuovo.
Qualche tempo fa mi è capitato di leggere di mint.com. Sostanzialmente Mint è un servizio web based b2c, che ti consente di tracciare le tue spese, capire dove spendi di più e come risparmiare. Trovi qui una breve panoramica. Mint è un servizio gratuito e, almeno negli USA, puoi collegarlo in automatico ai tuoi dati bancari e di carta di credito: cosa che lo rende particolarmente semplice da usare.
Ma l’aspetto più interessante per noi che studiamo nuove metodologie di marketing è il meccanismo di guadagno usato da Mint (che ricordiamo, è un servizio gratuito). Mint ha questa funzionalità: analizza in automatico le tue spese, e ti dice se esiste un fornitore che può darti prezzi migliori. Ad esempio, ti dice se esiste un piano telefonico che ti faccia risparmiare. O se esiste un prodotto finanziario che ti consenta di ridurre i tuoi costi bancari o di carta di credito.
La parte interessante è che in questo modo Mint collega i consumatori alle aziende. Sostanzialmente facendo da strumento di lead generation. Ed è con questo meccanismo che guadagna: sostanzialmente facendosi pagare dalle aziende per le quali genera contatti e clienti.
Tra i servizi simili/concorrenti a Mint c’è Wesabe, che invece punta più all’aspetto di comunità e social network.
Negli USA siti di questo tipo, che forniscono gratuitamente servizi utili al consumatore, e poi cercano meccanismi originali di monetizzazione, spuntano ogni giorno. A volte nasce prima l’idea di servizio, e solo dopo si individua il meccanismo di guadagnare dal servizio. Anche Google ha fatto così (motore di ricerca gratuito, e poi ha iniziato a generare ricavi con il sistema Adwords).
Ma la domanda è… in Italia, servizi e meccanismi di questo tipo possono aver successo?
La mia impressione è che gli spazi ci siano, ma ovviamente siano meno. La mancanza di una certa massa critica di utenti, almeno in questa fase, rende più difficile individuare il mercato giusto su cui puntare.
Ovviamente c’è anche meno concorrenza, e questo rende in alcuni casi il gioco più semplice.