Lead generation: quando usare un autoresponder

Spesso in questo blog e nel blog di Matteo abbiamo parlato di lead generation, cioè di generazione del contatto commerciale. In genere, utilizzando il web, in particolare Google Adwords.

Uno degli approcci sui quali recentemente mi è stato chiesto un parere è quello della lead generation che fa uso di un autoresponder.

Ok, sembrano termini difficili, però la cosa è semplice e funziona così…

Ipotizziamo che una persona cerchi su Google “investire in Brasile” e che sia un tuo potenziale cliente (ad esempio perchè hai proprietà immobiliari interessanti in Brasile).

L’approccio di lead generation indiretto, tramite autoresponder, prevede questo: fai atterrare il visitatore da Adwords in una tua pagina speciale (landing page). Nella pagina sarà presente un modulo di registrazione ad un minicorso via email, consegnato automaticamente via autoresponder.

Il visitatore, se si registra al corso informativo, riceverà una serie di email informative ed educative sul tema “investire in Brasile” (per stare nell’esempio). Queste email conterranno anche indicazioni sulla tua offerta, ed una indicazione di come contattarti.

Il ricevente delle email può disiscriversi dalla sequenza quando vuole, con un semplice click. Oppure, se trova interessanti i tuoi contenuti e di valore la tua offerta, può rispondere alla tua email per chiederti un contatto diretto. Che può concludersi con la vendita dei tuoi servizi.

Viceversa, nell’approccio diretto alla lead generation, anzichè un modulo di registrazione ad una sequenza email con autoresponder, metti direttamente un modulo di richiesta contatto con un commerciale.

Quando usare un approccio indiretto (autoresponder) e quando usare l’approccio diretto (contatto immediato con il commerciale)?

Ecco alcuni possibili riferimenti:
usa l’approccio diretto se il cliente in genere acquista subito dopo la ricerca su Google;
usa invece l’approccio indiretto alla lead generation quando il ciclo di acquisto è lungo, e richiede spesso il formare e l’educare il cliente sul valore del tuo servizio e della tua offerta.

Usa l’approccio diretto se hai un numero di commerciali in abbondanza per gestire tutte le richieste dai potenziali clienti.
Usa l’approccio indiretto se hai meno commerciali rispetto ai lead generati, e quindi hai bisogno di un automatismo (email) che ti aiuti nella gestione dei contatti.

Usa l’approccio diretto se non sai ancora cosa i tuoi potenziali clienti gradiscono di più della tua offerta, e quindi ti è importante il feedback dato dall’interazione col potenziale cliente.
Usa l’approccio indiretto se conosci già le leve di comunicazione da usare per valorizzare la tua offerta agli occhi del cliente.

Concetti simili collegano la lead generation al lead nurturing. Trovi qui alcune indicazioni sul lead nurturing.

  • Molto interessante l'articolo e la differenziazione fra approccio diretto e indiretto. Avevo anche capito dalla Lead Generation...che fosse una modalità dove...alla fine le leads "possono" essere vendute ad un'azienda interessata.

    Quindi trovi un'azienda disposta a "pagare bene"...raccogli le email e poi gliele vendi:-)
  • nicolafiabane
    Certo, l'attività di lead generation per le aziende è molto interessante, ed è quella alla quale io attualmente dedico più tempo.

    Poi sui meccanismi di pricing ci sono varie differenze che dipendono dal caso specifico; se farsi pagare a lead, a fisso mensile o a un misto fisso+ variabile; oppure anche a progetto
  • Personalmente non escluderei nemmeno l'opzione mista (diretto/indiretto) e ragionerei così:

    1) modulo di contatto con il commerciale
    2) ad invio della richiesta, autoresponder con informazioni correlate

    In questo modo offro il contatto diretto, riduco l'intero processo ad un solo modulo ed offro via email contenuti (estremamente correlati all'offerta) che possono "cullare" il potenziale cliente se necessario.

    Che ne pensate?
  • nicolafiabane
    Ciao Francesco; sì, mi sembra sensato.

    Con alcune aziende mi è capitato di strutturare la campagna di lead generation in questo modo:
    la landing page è con modulo di lead generation standard (senza autoresponder collegato);
    il navigatore potenziale cliente compila il modulo, ed il commerciale dell'azienda lo contatta e sente le sue esigenze.
    Se il contatto è caldo, allora può avvenire un appuntamento dal vivo o la vendita immediata.
    Se invece il contatto viene considerato "freddo" dal commerciale ma comunque interessante, è il commerciale stesso che (con l'autorizzazione del cliente) carica il potenziale cliente in una sequenza email automatica, e magari si segna di richiamarlo dopo 2-3 mesi.

    In un altro caso mi era capitato di gestire il follow up in modo diverso a seconda di come il potenziale cliente compilava alcuni campi del form di lead generation;
    ad esempio è utile il campo: "entro quando ti occorre il prodotto?";
    dove ad esempio chi diceva che il prodotto/servizio gli occorre oltre i 6 mesi veniva gestito in modo differente rispetto a chi invece ha un'urgenza di acquisto
  • Ciao Nicola,
    entrambi gli esempi che ha fatto sono molto interessanti.

    Nel primo (molto simile al modello "ibrido" che avevo proposto) mi sembra un'ottima idea quella di inserire la mediazione "umana" tra consulente e cliente, che permette di capire quanto il cliente possa essere interessato a una sorta di alfabetizzazione sui ciò che intende acquistare - invece di "bombardarlo" subito con un autoresponder.

    Il secondo è invece un approccio che ho utilizzato anch'io per un modulo di contatto in un sito che vende servizi di consulenza: invece di far scegliere il tempo di ”consegna” del prodotto, ho optato per far scegliere il giorno e l'ora in cui farsi ricontattare dal consulente.

    A mio parere, vista la confusione attuale di molti siti commerciali, una corretta pianificazione della strategia di lead generation non porta solo guadagni in termini di "acquisizione del cliente" ma permette di avere un quadro chiaro del processo di conversione, a cavallo tra online e offline, un quadro molto utile per migliorare tutti i protocolli che regolano l'operato dell'azienda venditrice.
  • Perché non dare la possibilità di scegliere?

    A volte un cliente che corrisponde al profilo "indiretto" non viene acquisito perché percepisce il modulo come un filtro, una barriera, una rottura, una cosa fredda.

    Io, potendo, metterei sempre entrambi.
  • nicolafiabane
    Ciao Matteo; sì, in alcuni casi puoi mettere i 2 moduli.
    Ad esempio mettendo il modulo autoresponder in mezzo ai contenuti (magari con un iframe), e quello di lead generation alla fine, nel call to action.
    Avevo visto alcuni siti americani nell'immobiliare fare così, anche se è un approccio più raro da vedere perchè i 2 moduli diversi potrebbero creare confusione nel lettore; va testato di caso in caso.
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