Modelli di business per consulenti

I modelli di business della consulenza e dei servizi sono spesso assai “duttili” e si prestano bene ad essere migliorati tramite web.

Quello che ti mostro di seguito è uno schemino che tengo presente nel design del mio modello di business. Si tratta di uno schema che potrebbe sembrare assai inconsueto per chi non è pratico dei nuovi modelli di business permessi da Internet.

Eccolo qui:

modelli di business per consulenti

Come vedi, alla base ci sta l’infomarketing, cioè il marketing dei propri corsi, know how e metodologie.

Uno dei principali problemi di un consulente è che il tempo diventa collo di bottiglia alla propria redditività. In una giornata hai un certo numero di ore… superate quelle, non puoi svolgere altri progetti.

Il vantaggio dell’infomarketing è che il tempo non costituisce più un collo di bottiglia per il tuo profitto. Proprio perché “inglobi” il tuo know how in un prodotto, che può essere venduto a più clienti senza che tu debba fare alcun lavoro in più.

A differenza dei professionisti che scrivono gratuitamente articoli per giornali, o che scrivono libri in cambio di una piccola percentuale delle vendite, con l’infomarketing ottieni un margine prossimo al 100% su ogni prodotto che vendi.

In più, l’infomarketing è un ottimo strumento per farti pubblicità e far conoscere anche gli altri servizi della tua azienda.

I modelli di infomarketing disponibili per il consulente sono numerosi. Ad esempio, potresti basarti sulla vendita di corsi multimediali presenti in un catalogo. Oppure, potresti avere un sito ad abbonamento mensile, dove i tuoi clienti si registrano per ottenere il tuo materiale e metodologie.

E sono possibili tanti altri modelli, via via più sofisticati ed interessanti, che ti permettono di adattare l’infomarketing alle tue esigenze ed obiettivi personali.

Vediamo ora al secondo gradino… i servizi standard.

La premessa è che il tempo sia il principale collo di bottiglia al profitto del consulente.

Più riesci a standardizzare i servizi (delegandoli a collaboratori più giovani, o automatizzandoli il più possibile) più riesci a slegare il profitto che ottieni dal tempo che dedichi.

Internet mette a tua disposizione varie risorse per standardizzare i servizi e liberare il tuo tempo.

Tuttavia, non tutti i clienti si accontentano dei servizi standard. Alcuni di questi vorranno accesso diretto a te, per risolvere problematiche più “avanzate”.

A questi sono appunto destinate le consulenze “premium”, sulle quali potrai ottenere tariffe orarie più elevate.

Nota come avere 2 gradini sotto (infomarketing e servizi standard) ti permette di:
- soddisfare varie categorie di clienti, a livelli di prezzo differenti
- fornire ai clienti un percorso graduale di crescita
- dedicare il tuo tempo solo ai casi più importanti.

Sempre su questo tema, probabilmente può essere di tuo interesse questo altro mio articolo: marketing per professionisti ed infoprodotti.

  • http://www.aliacom.it/ Alessandro

    Molto interessante quello che hai scritto. Valido in un contesto “pulito”, con una concorrenza e un mercato del lavoro lineare. Non ti nascondo che nel collo di bottiglia è anche il mercato italiano che ti trascina. La consulenza da noi significa spesso lavorare in esclusiva per un cliente ed essere pagato meno degli impiegati di quella ditta o organizzazione (specie negli ambienti para-pubblici) che io frequento. Validi comunque tutti i principi che enunci, ma presuppongono una libertà non alla portata di tutti.

  • http://www.aliacom.it/ Alessandro

    Molto interessante quello che hai scritto. Valido in un contesto “pulito”, con una concorrenza e un mercato del lavoro lineare. Non ti nascondo che nel collo di bottiglia è anche il mercato italiano che ti trascina. La consulenza da noi significa spesso lavorare in esclusiva per un cliente ed essere pagato meno degli impiegati di quella ditta o organizzazione (specie negli ambienti para-pubblici) che io frequento. Validi comunque tutti i principi che enunci, ma presuppongono una libertà non alla portata di tutti.

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