Quale l’indicatore migliore? il profitto!

Nelle campagne di web marketing abbiamo la possibilità di accedere a molti indicatori di performance.

Il numero di visite, il numero di pagine per visita, il CTR, il CPC, il ranking su Google, il tempo medio di visita… e tanti altri ancora.

Tuttavia c’è un indicatore che io preferisco più di ogni altro: il profitto generato dalla campagna!

A volte si punta tanto ad ottimizzare indicatori “tecnici”, dimenticando che l’obiettivo finale della campagna è far soldi.

Ti mostro qui un esempio, preso dal pannello di Google Analytics di una campagna che ho lanciato e gestisco tuttora.

Secondo te un sito del genere guadagna o no?

Google Analytics

Ti scrivo 2 dati al volo…

Numero di visite nel mese: 851.
Poche! allora si tratta di un sito che fa poco traffico

Frequenza di rimbalzo: 71,3%.
Alta! vuol dire i navigatori non trovano quello che cercano

Tempo medio nel sito: 2 minuti e 7 secondi.
Poco! vuol dire che la gente si stufa

Media di pagine per visita: 1,48.
Pochissimo! forse il sito manca di contenuti?

E invece…

questo sito è una piccola miniera d’oro. Nell’arco di 30 giorni, ha generato 88 conversioni tracciate da Analytics (e altre che non sono state tracciate, perchè telefoniche).

Ogni conversione è una richiesta di appuntamento con un commerciale per valutare l’acquisto di un macchinario (b2b) che può costare dai 20 ai 130mila euro…

Non ho i dati finali di vendita del cliente, ma è probabile che una campagna del genere stia generando questo mese (se commercialmente gestita con attenzione) oltre 500mila euro di vendite. Con un investimento Adwords di… 270 euro! E con il posizionamento naturale che non mi interessa nemmeno, perchè sarebbe solo fatica e la campagna rende già da sola. ;-)

Quale insegnamento pratico ne possiamo ricavare? che gli indicatori classici di performance di un sito talvolta possono essere fuorvianti. E che l’unico indicatore utile è il profitto generato.

Stare a ragionare su indicatori minori rischia di distogliere l’attenzione da quello che è il vero obiettivo della presenza web dell’azienda. Guadagnare.

Di un esempio simile (ma su un cliente differente, in un mercato totalmente diverso) parlavo qualche settimana fa nel blog Conversazioni Marketing. Trovi l’articolo qui.

  • Ciao Venessian. Finalmente qualcuno che parla chiaro. La considerazione che hai fatto è talmente "banale" che infatti fior fior di "esperti" di webmarketing non ne parlano mai, e spessissimo nemmeno la mettono in pratica. Piccola provocazione: sarà perchè voi "webmarketer puri" (escluso te, ovviamente, eheh) con l' ottimizzazione di questi dati potete non solo soddisfare di più il vostro "ego creativo", ma anche vendere più fumo al cliente? L' ho sempre sostenuto: prima di fare i "marketer", cribbio, mettetevi a vendere SUL SERIO qualcosa in prima persona, e poi vedrete quali sono gli indicatori che vi staranno più a cuore!
  • nicolafiabane
    eh eh...
    tra l'altro tu conosci molto bene anche il contesto in cui alcune di quelle tecniche di web marketing pratiche sono sorte...
  • Esattamente. E penso ti sia servito molto per creare questo tuo preziosissimo quanto raro approccio pragmatico. E quando io dico molto, vuol dire molto, molto. (Scusate se ce la cantiamo e soniamo un po' da soli...)
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